Cronache della terra dei più felici al mondo, di Wole Soyinka, traduzione di Alessandra Di Maio, La Nave di Teseo, 2023, 576 pp.

In una Nigeria agitata dalle elezioni, un commerciante fa affari vendendo parti del corpo sottratte all’ospedale del dottor Menka, da utilizzare in pratiche rituali. Il medico condivide la macabra scoperta con un suo caro amico dai tempi del college, che oggi è diventato un ingegnere di rango, Duyole Pitan Payne. Duyole ama la vita mondana, è l’anima di ogni festa in città e sta per assumere un incarico prestigioso alle Nazioni Unite a New York. È abituato a risolvere brillantemente ogni problema, ma ora sembra che qualcuno sia determinato a ostacolarne la carriera. I due amici non sanno da chi devono guardarsi, né quanto sia vicino e potente questo nemico, ma sono determinati a combatterlo fino in fondo. Un romanzo ricco di personaggi, intuizioni, sorprendente ironia, un’avventura letteraria che racconta l’amicizia e il tradimento, in cui la fede si scontra con il cinismo degli affari mentre le ombre del colonialismo corrompono l’anima di una nazione. Il premio Nobel Wole Soyinka torna al romanzo dopo 48 anni con una storia avvincente come un giallo, che lancia un’accusa feroce contro la corruzione politica e sociale. Un richiamo potente, con le armi della letteratura, contro ogni abuso di potere.

Cronache

 

Cosa fa la gente tutto il giorno, di Peter Cameron, traduzione di Giuseppina Oneto, Adelphi, 2023, 188 pp.

Nel mondo dei racconti di Peter Cameron, che assomiglia terribilmente al nostro, chi cerca sé stessa, rimpiange qualcuno che ha perso, fa i conti con un perenne senso di inadeguatezza, si sforza – spesso invano – di trovare un modo per comunicare con le persone vicine. Conduce una vita ordinaria, insomma, che però d’un tratto può conoscere una svolta spiazzante. Accade all’uomo che preferisce far credere alla moglie di avere una relazione anziché rivelarle che tiene un cane nascosto in un ripostiglio, e che ogni notte esce per portarlo a spasso; alla giovane inquieta che scopre un inaspettato alito di calore domestico nel più artefatto degli ambienti: un parco a tema per turisti; ad adolescenti invischiati nelle dinamiche disfunzionali degli adulti ma non ancora contaminati dalla loro ipocrisia; a donne che si aggirano sole in case diventate di colpo gelide e vuote. Nel mondo di Peter Cameron, sospeso in un’atmosfera rarefatta e straniante, piccoli e grandi drammi familiari, amorosi, esistenziali si consumano in sordina, mentre una vena sotterranea di dolore invade l’esistenza e finisce inesorabilmente per travolgerla e stravolgerla. Quanto a noi, saremo accompagnati a lungo da un sottile turbamento, una volta chiuso il libro – e dovremo arrenderci all’evidenza che ancora una volta Cameron ci ha messi a nudo e raccontati, come solo lui sa fare.

cosa fa la gente

Tornare dal bosco, di Maddalena Vaglio Tanet, Marsilio, 2023, 272 pp.

Il bosco è il bosco, la montagna è la montagna, il paese è il paese e la maestra Silvia è la maestra Silvia, ma è scomparsa. In una piccola comunità agitata dal vento della Storia che investe tutta l’Italia all’inizio degli anni Settanta, Silvia, la maestra, esce di casa una mattina e invece di andare a scuola entra nel bosco. Il motivo, o forse il movente, è la morte di una sua alunna. Non la morte: il suicidio. La comunità la cerca, ma teme che sia troppo tardi, per trovarla o per salvarla, e in qualche modo che queste due morti siano una maledizione. Il paese è di montagna e le paure e i sentimenti, che pure non possono essere negati, non possono nemmeno essere nominati. Teme il paese il contagio di una violenza tutta umana e mai sopita, una violenza che dopo due guerre mondiali si è trasfusa in una guerra civile, politica. La maestra però non si trova e il paese, per continuare a vivere e convivere con il lutto e l’incertezza, si distoglie. In questa distrazione, Martino, il bambino che non è nato nel paese e nemmeno è stato accolto, tagliando per il bosco incrocia un capanno abbandonato, e nel capanno, color della muffa e dorata come il cappello di un fungo, sta la maestra. Il bambino non dice di averla trovata, e la maestra non parla. Ma il bambino torna e la maestra, in fondo, lo aspetta. A partire da fatti reali e racconti di famiglia, articoli di giornali, dicerie e mitologie, Maddalena Vaglio Tanet racconta una storia di possibilità e di fantasmi, di esseri viventi che inciampano in vicende più grandi di loro, e di bambini dei quali – come scriveva Simona Vinci, al suo esordio – non si sa niente, se non che sono gli unici a conoscere quanta realtà ci sia nelle fiabe, quanto amore stia nella paura, e quante sorprese restino acquattate nel bosco.

tornare al bosco

 

Un giorno qualunque, di Hebe Uhart, traduzione di Giulia Di Filippo, La Nuova Frontiera, 2023, 192 pp.

In questo libro Hebe Uhart trasforma scampoli di quotidianità, all’apparenza trascurabili – una partita a carte, un pomeriggio dal parrucchiere, un saggio di pianoforte – in vivace materiale narrativo. Le sue parole indagano la realtà come una luce che attraversa una fessura, mettendo in evidenza le contraddizioni del quotidiano e creando un coro di personaggi eccentrici ma estremamente reali dei quali ci mostra i desideri e le frustrazioni, gli slanci e le amarezze. In questo mosaico di voci la sua attenzione è tutta per i personaggi femminili, spesso veri e propri alter ego: una donna in cerca di una domestica, una prostituta, una maestra elementare, una madre autoritaria. Un linguaggio diretto e tagliente venato da un equilibrato senso dell’umorismo sono gli ingredienti di questa grandissima autrice, maestra della narrativa breve, che riesce nell’impresa più difficile: rendere straordinario l’ordinario.

giorno qualunque

 

Il vento sulla sabbia, di Fausta Cialente, Nottetempo, 2023, 192 pp.

Dopo aver perso la famiglia, la giovane Lisa si trasferisce in Africa, dove trova la protezione prima dell’anziana zia Albina e poi del cugino Filippo con la moglie Malvina, ebrei la cui casa è “un ‘covo’ di antifascismo per gli intellettuali di tutte le nazionalità”. Il destino di Lisa muta ancora quando viene accolta nella grande villa chiamata Sans Souci, dove vivono i coniugi tedeschi Frida e Stefan: una dimora da sogno avvolta di misteri, nella quale un’altra ospite, l’indecifrabile pittrice Lottie, è il perno di storie e segreti. Il vento sulla sabbia, uscito nel 1972, torna finalmente in libreria dopo cinquant’anni per stupire e affascinare nuovi lettori. Fausta Cialente mostra le passioni e le velleità di un gruppo di borghesi europei in Africa, mette in scena il colonialismo da una prospettiva laterale e illuminante, racconta con acume e grazia gli anni che hanno preceduto la Seconda Guerra Mondiale. Questo è il grande evento che sconvolgerà le vite di tutti: una frattura storica capace di segnare anche il passaggio alla maturità di Lisa, la voce che in questo romanzo sa narrare con disincanto la devastazione della fine di un’epoca e nel contempo, nel suo minuto destino che è il destino di ognuno, la fine della giovinezza.

vento sulla sabbia

 

L’uomo che voleva essere colpevole, di Henrik Stangerup, traduzione di Anna Cambieri, Iperborea, 2023, 192 pp.

Un uomo, dopo una lite violenta, uccide sua moglie. È una sera qualunque, in un appartamento come tanti, a Copenaghen. Ma l’azione si svolge in un prossimo futuro e in una società che molto somiglia all’ideale modello della socialdemocrazia scandinava, deformata quel che basta a renderla più universale. Lo Stato che si prende cura del bene comune «dalla culla alla tomba» si è trasformato in una gabbia di conformismo, regno del consenso e dell’eufemismo, in cui tutto è pianificato e obbligatorio, compresa la felicità. E poiché l’omicidio non è altro che insufficiente adattamento sociale, Torben, l’assassino, viene sottoposto a cure psichiatriche e rimesso in libertà. Ma contro le regole di un sistema che nega la responsabilità individuale, Torben si ostina a voler essere giudicato e punito per quel che ha fatto. L’uomo che voleva essere colpevole è la storia di un processo kafkiano alla rovescia: l’inutile e sempre più assurdo tentativo del protagonista di dimostrare la propria colpa, l’angosciante senso di isolamento, la spirale di dubbi, lo sfaldarsi dell’identità e della realtà stessa diventano emblematici della condizione umana in un mondo che rifiuta la dimensione etica e si illude di delegare alla scienza la soluzione dei problemi morali. Solitari destinati a perdere nella lotta impari contro il proprio tempo, i personaggi di Stangerup, figli di Kierkegaard, preferiscono sempre e comunque prendere il rischio della loro verità e provare a essere «Quel singolo» che il filosofo danese voleva scrivere sulla sua tomba.

uomo colpevole

 

V13. Cronaca giudiziaria, di Emmanuelle Carrère, traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, 2023, 267 pp.

Scandito in tre parti – «Le vittime», «Gli imputati», «La corte» –, V13 raccoglie, rie¬laborati e accresciuti, gli articoli (apparsi a cadenza settimanale sui principali quoti¬diani europei) in cui Emmanuel Carrère ha riferito le udienze del processo ai compli¬ci e all’unico sopravvissuto fra gli autori de¬gli attentati terroristici avvenuti a Parigi il 13 novembre 2015 – attentati che, tra il Ba-taclan, lo Stade de France e i bistrot presi di mira, hanno causato centotrenta morti e oltre trecentocinquanta feriti. Ogni mat¬tina, per quasi dieci mesi, Carrère si è se¬duto nell’enorme «scatola di legno bian¬co» fatta costruire appositamente e ha a¬scoltato il resoconto di quelle «esperienze estreme di morte e di vita» – le testimo¬nianze atroci di chi ha perduto una perso¬na cara o è scampato alla carneficina stri¬sciando in mezzo ai cadaveri, i silenzi e i balbettii degli imputati, le parole dei ma¬gistrati e degli avvocati –, e lo ha racconta¬to, come solo lui sa fare, senza mai scivola¬re nell’enfasi o nel patetismo, e riuscendo a cogliere non solo l’umanità degli uni e degli altri (sconvolgente, ammirevole o a¬bietta che fosse), ma anche, talvolta, la qua¬si insostenibile ironia dei discorsi e delle situazioni. Da questo viaggio al termine dell’orrore e della pietà, da questo grovi¬glio di ferocia, di fanatismo, di follia e di sofferenza, Carrère sa, fin dal primo gior¬no, che uscirà cambiato – così come uscirà cambiato, dalla lettura del suo libro, cia¬scuno di noi.

V13

 

Oggi una donna è andata fuori di testa al supermercato, di Hilma Wolitzer, traduzione di Bettina Cristiani, Mondadori 2023, 188 pp.

Scritti tra gli anni Sessanta e Settanta e apparsi su diverse riviste, come “Esquire” e “The Saturday Evening Post”, questi stupefacenti racconti legati tra loro seguono l’altalenante matrimonio di una donna e di suo marito Howard, addentrandosi con intelligenza e umorismo nella sfera domestica per esplorare problematiche legate al sesso, al desiderio, alla maternità, alla depressione, alla quotidianità. Con grazia e candore, lo sguardo penetrante di Wolitzer mette a nudo le contraddizioni e le tensioni della vita di coppia e la fatica che comporta non saper mentire, soprattutto a sé stessi.

donna testa supermercato

 

I raccontastorie. Un viaggio nella storia segreta delle fiabe e dei loro autori, di Nicolas Jubber, traduzione di Andrea Asioli, Bompiani, 2023, 416 pp.

Raccontare fiabe è come cucinare, diceva Angela Carter. Chi ha inventato per primo le polpette? In quale paese? Esiste la ricetta perfetta? No, un’unica ricetta non esiste, semmai ognuno di noi saprà prepararne una propria, buonissima versione. Questo vale anche per le fiabe, molte delle quali sono associate agli individui che le hanno trascritte o le hanno raccolte, spesso dando forma letteraria e sistematica a storie del folclore trasmesse perlopiù oralmente. È su queste figure che si concentra il nuovo libro di Nicholas Jubber, che ripercorre la vita e le opere di sette di loro: dal napoletano Giambattista Basile fino al danese Hans Christian Andersen, passando per inventori, ladri, ribelli e geni dimenticati, Jubber ci racconta degli autori che ci hanno regalato fiabe classiche come Cenerentola, Hänsel e Gretel, La Bella e la Bestia e Baba Yaga. Con passo avventuroso viaggiamo per fumanti città italiane e misteriose città orientali, attraversiamo la fitta Foresta Nera, la tundra siberiana e le colline innevate della Lapponia; seguiamo personaggi improbabili come la figlia di un farmacista tedesco, un giovane siriano in fuga e un dissidente russo coinvolto in un complotto per uccidere lo zar, e insieme a loro scopriamo i lati più segreti delle storie che ci appartengono fin da quando eravamo bambini.

I raccontastorie

 

Animal Liberation Front, di Leonardo Caffo, Ton Edizioni, 2023, 144 pp.

II Professor Pietro K. Rossignoli è un antispecista. Nell’udienza finale del processo a suo carico per offesa allo Stato civile, la sua relazione è l’epitome lucida e definitiva di uomo che ha messo la sua vita al servizio degli animali e del pianeta. La sua autodifesa di fronte al Tribunale dei Terrestri Umani diviene un esempio luminoso del pensiero radicale dell’Animal Liberation Front. Questo romanzo è un manifesto dell’antispecismo, una dura critica alla violenza condotta sulla base della visione antropocentrica, che provoca sofferenza a tutti gli esseri viventi.

Animal Liberation