FASCIA +14 anni

 

  • Milly Vodovic, di Natasia Rugani, traduzione di Camilla Diez, La Nuova Frontiera Junior, 2023, 192 pp.

Milly vive con la sua famiglia di origine bosniaca, fuggita dalla guerra, alla periferia di Birdtown, in un’America razzista e crudele. Dall’alto dei suoi dodici anni non ha paura di niente. E soprattutto non ha paura di affrontare Swan Cooper che bullizza suo fratello maggiore Almaz. Quando pochi giorni dopo Almaz viene ucciso, tutto viene messo a tacere perché a nessuno interessa la perdita di una famiglia musulmana. Milly però vuole conoscere la verità sulla morte del fratello e rifiuta la rassegnata passività dei Vodovi, quella di chi ha conosciuto troppo dolore. Con una scrittura sontuosa che affascina per la sua potenza, Nastasia Rugani racconta una storia crudele senza rinunciare alla poesia, una storia permeata di un’atmosfera fantastica con mangiacuori, mostri e opossum parlanti, dove i sogni trascendono la realtà, una storia incandescente che ci interroga nel profondo.

milly vodovic

 

  • Prendimi per mano, di Olivier Adam, traduzione di Mariella Piacentini, Camelozampa, 2023, 152 pp.

Una sera d’inverno, Antoine e Chloé si trovano a dividere la stessa camera d’ospedale. I loro sguardi si incrociano, si catturano, si riconoscono. Arriva la notte, scende la neve e le rive del fiume sono illuminate dai fuochi… Quello che condivideranno è ben più dei ricordi delle loro ferite, ben più del letto di un ospedale, ben più della paura del domani.

prendimi per mano

 

  • La tredicesima estate, di Gabriella Skoldenberg, traduzione di Samanta K. Milton Knowles, Beisler Editore, 2022, 230 pp.

Le cugine Angelica e Sandra, nate lo stesso giorno con un anno di differenza, non potrebbero essere più diverse. Tuttavia, nelle estati passate dal nonno sono inseparabili: il mondo intero è ai loro piedi e le due ragazze sguazzano nella libertà. “La tredicesima estate”, però, Sandra, la più grande e irrequieta, è cambiata. Cosa si nasconde sotto la sua apparente placidità? E cosa sarà costretta a fare e ad accettare Angelica, la più piccola, per continuare ad avere la sua amicizia?

tredicesima estate

 

  • Stiamo bene così, di Nina LaCour, traduzione di Simona Brogli, Il Castoro HOT SPOT, 2023, 224 pp.

Marin ha diciotto anni e si è lasciata alle spalle una vita di cui non parla con nessuno. Nemmeno la sua migliore amica Mabel sa davvero cosa sia accaduto a San Francisco per spingerla ad andarsene per sempre. Ma anche a migliaia di chilometri di distanza Marin sente la stretta della tragedia da cui ha tentato di scappare. Adesso, sola nel dormitorio del college di New York, vuoto per le vacanze invernali, Marin attende. Mabel sta arrivando, e lei dovrà affrontare tutto ciò che ha taciuto e, finalmente, misurarsi con la solitudine che si è annidata nel suo cuore.

stiamo bene così

 

  • Disobbedienza, di Naomi Alderman, traduzione di Maria Baiocchi, Nottetempo, 2018, 318 pp.

Ronit, figlia di un rabbino, cresce all’ombra dell’universo claustrofobico e insieme rassicurante di una comunità ebraica ortodossa, i cui tempi sono scanditi dalle regole del rapporto con Dio e la Sinagoga. Insofferente a quel mondo ultra-ortodosso, se ne distacca in nome di una trasgressione che le permette di recuperare un’identità e una diversità. Da un sobborgo ebraico londinese allo sconcertante paradiso di libertà e autoaffermazione di Manhattan, da cui torna per la morte del padre, la protagonista compie un viaggio à rebours ricco di scoperte esilaranti ma anche molto dolorose. Figlia lei stessa di un rabbino londinese, Naomi Alderman con questo suo primo romanzo pubblicato per la prima volta in Italia nel 2007 ha conquistato il pubblico, la critica e i prestigiosi premi Orange Award for New Writers 2006 e Sunday Times Young Writer of the Year Award 2007.

disobbedienza

 

  • Un ragazzo è quasi niente, di Lisa Balavoine, traduzione di Eleonora Armaroli, Terre di Mezzo, 2023, 32 pp.

Romeo ha sedici anni. È un ragazzo e ha capito presto quello che il mondo si aspetta dai maschi. Ma lui preferisce ballare da solo, guardare i film di Jim Jarmusch, ascoltare musica di un’altra epoca. La sua vera casa è il negozio di dischi dello zio, dove può non assomigliare a niente. Poi, l’incontro elettrico con Justine, la ragazza fringuello, che ha il potere di immobilizzare la Terra e che l’attimo dopo è già volata via. Per la prima volta Romeo sente una scossa: non è il solo a volersi libero, fuori dagli schemi, a rivendicare la fragilità senza mostrare i muscoli. Potrebbe scappare lontano, inseguire la propria voce, oppure farla vibrare assieme a quella di Justine. E accettare il rischio. Un romanzo quasi cantato per ritrovare con delicatezza la stagione delle prime volte, quando ogni storia può ancora essere scritta.

un ragazzo è quasi niente

 

  • Qui, solo Qui, di Christelle Dabos, traduzione di Alberto Bracci Testasecca, Edizioni e/o, 2023, 252 pp.

Dall’autrice della saga dell’Attraversaspecchi un nuovo capolavoro che si muove a cavallo tra fantastico e realistico. Al centro del romanzo c’è la Scuola, così come la vedono e la vivono realmente gli adolescenti. Fin dal primo giorno di scuola, con il passaggio al ciclo successivo della protagonista, si è proiettati in un clima quasi da horror. Il linguaggio è straordinario, il gergo dei ragazzi, immaginifico e spesso trucido, riprodotto con una vivacità impressionante, lo strumento attraverso il quale gli adolescenti marcano il loro territorio. Un romanzo sull’adolescenza mai raccontata così da nessuno. Attraverso l’uso brillante della dimensione fantastica che consente di entrare nella soggettività straniata e iperbolica degli adolescenti, mostrando la scuola, la famiglia, l’amicizia sotto una luce nuova, che poi è quella che hanno negli occhi i ragazzi.

Qui solo qui

 

  • I miei stupidi intenti, di Bernardo Zannoni, Sellerio, 2021, 252 pp.

Questa è la lunga vita di una faina, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall’uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d’inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola. Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d’altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall’istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un’anomalia. A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne. I miei stupidi intenti è un romanzo ambizioso e limpido, ed è stato scritto da un ragazzo di soli venticinque anni. Come un segno di speranza, di futuro, per chi vive di libri.

miei stupidi intenti

 

  • Cassandra a Mogadiscio, di Igiaba Scego, Bompiani, 2023, 368 pp.

A Roma, il 31 dicembre 1990, una sedicenne si prepara per la sua prima festa di Capodanno: indossa un maglione preso alla Caritas, ha truccato in modo maldestro la sua pelle scura, ma è una ragazza fiera e immagina il nuovo anno carico di promesse. Non sa che proprio quella sera si compirà per lei il destino che grava su tutta la sua famiglia: mentre la televisione racconta della guerra civile scoppiata in Somalia, il Jirro scivola dentro il suo animo per non abbandonarlo mai più. Jirro è una delle molte parole somale che incontriamo in questo libro: è la malattia del trauma, dello sradicamento, un male che abita tutti coloro che vivono una diaspora. Nata in Italia da genitori esuli durante la dittatura di Siad Barre, Igiaba Scego mescola la lingua italiana con le sonorità di quella somala per intessere queste pagine che sono al tempo stesso una lettera a una giovane nipote, un resoconto storico, una genealogia familiare, un laboratorio alchemico nel quale la sofferenza si trasforma in speranza grazie al potere delle parole. Parole che, come un filo, ostinatamente uniscono ciò che la storia vorrebbe separare, in un racconto che con il suo ritmo ricorsivo e avvolgente ci svela quanto vicende lontane ci riguardino intimamente: il nonno paterno dell’autrice, interprete del generale Graziani durante gli anni infami dell’occupazione italiana; il padre, luminosa figura di diplomatico e uomo di cultura; la madre, cresciuta in un clan nomade e poi inghiottita dalla guerra civile; le umiliazioni della vita da immigrati nella Roma degli anni novanta; la mancanza di una lingua comune per una grande famiglia sparsa tra i continenti; una malattia che giorno dopo giorno toglie luce agli occhi. Come una moderna Cassandra, Igiaba Scego depone l’amarezza per le ingiustizie perpetrate e le grida di dolore inascoltate e sceglie di fare della propria vista appannata una lente benevola sul mondo, scrivendo un grande libro sul nostro passato e il nostro presente, che celebra la fratellanza, la possibilità del perdono, della cura e della pace.

cassandra a mogadiscio

 

  • Maledetto Shakespeare, di Francesco Bedini, Pelledoca, 2023, 213 pp.

Zoe è ossessionata da “La Tempesta” di Shakespeare e chiede a Gionata di superare per lei alcune prove d’amore sulla falsariga della commedia. La prima prova ricalca la trama dell’opera teatrale: non ci sarà nessun rapporto fisico fra i due, nemmeno baci. Fino alla messinscena dello spettacolo sarà solo amore puro. Il ragazzo, intrigato dalla richiesta, accetta. Gionata, però, non sa che Zoe fa parte di una setta che, sotto le mentite spoglie di una compagnia teatrale, vuole evocare Setebos, il demone citato ne “La Tempesta”. Le stesse prove d’amore a cui Zoe lo ha sottoposto sono parte del rito per evocare il demone che, ora, è dentro di lui, in attesa. Nel momento in cui si chiuderà il sipario sulla prima, il ragazzo verrà privato della propria identità. Gionata, devastato dal tradimento di Zoe, perde la ragione e ha il terrore di essere posseduto. Solo e spaventato, si ritrova a dover capire cosa è suggestione e cosa verità, in un gioco oscuro che ha come premio, o prezzo, la sua vita.

maledetto shakespeare