di Stefano Della Vecchia – I. T. S. “Aterno – Manthonè” – Percorso di Istruzione di 2° livello (Pescara)
Il libro
Giovanni Verga, I Malavoglia, Treves, Milano 1881 (prima edizione)
Un accenno di trama
I Malavoglia erano una famiglia che viveva in un paesino lungo la costa siciliana, Aci Trezza, vicino Catania. Questa famiglia era composta da: Padron N’toni il patriarca, il figlio Bastianazzo, sua moglie Maruzza e i loro figli (N’toni, Mena, che andrà in sposa a compare Alfio, Luca, Lia e il piccolo Alessi). Una famigia strutturata in modo gerarchico, molto unita, che possedeva una casa, “la casa del Nespolo”, e una barca, “la Provvidenza”. I Malavoglia erano pescatori molto dediti al lavoro, questo era un principio molto forte a quei tempi. C’è da dire che nella loro vita lavorativa non sempre tutto filava liscio, perchè spesso accadeva qualcosa che scuoteva l’armonia familiare. Una famiglia che, pur dandosi da fare per mantenere la casa e allevare i figli, doveva far fronte a delle sfortune che, di conseguenza, disgregarono la famiglia. Solo il piccolo Alessi un giorno, riscatterà la casa andata pignorata, dando luce così agli onori dei genitori.
Cosa ne penso
Nel romanzo I Malavoglia, pubblicato circa 140 anni fa, Verga valorizzava il sentimento per la famiglia, l’unione dei familiari e il modo in cui erano organizzati nel lavoro e a casa. Una famiglia apparentemente normale, ma che aveva aspetti drammatici quando accadeva qualcosa, e in fretta bisognava mettere riparo. Era un’epoca in cui non esisteva tutta la comodità di oggi, la tecnologia, l’istruzione scolastica: per questo, si imparava quello che c’era da fare. I Malavoglia erano molto legati ad Aci Trezza, il loro paese di origine, e mai si sarebbero allontanati da lì. Oggi invece la prospettiva è cambiata: succede spesso che i giovani debbano allontanarsi da casa per vari motivi. In Italia il lavoro scarseggia quindi molti studenti che hanno terminato gli studi vanno all’estero per trovare un po’ di “normalità” e sbocchi professionali. Dalla lettura de I Malavoglia si sente l’attaccamento per la famiglia, che ritengo sia sacro: se non c’è famiglia, non c’è futuro. Anche questo aspetto, al giorno d’oggi, è diventato delicato perchè c’è poco rispetto tra le persone, poca educazione e le famiglie sono più fragili di una volta. La società odierna avrebbe bisogno di tornare a considerare importanti alcuni valori della nostra tradizione, come quelli descritti da Verga (l’unità della famiglia, il senso di sacrificio…). Abbiamo bisogno di geste semplici, per “ricordarci” che esistono i sentimenti e che le persone sono il perno dell’evoluzione e della conoscenza.
Una frase da citare
“Per menare il remo bisogna che le cinque dita s’aiutino l’un l’altro”.
Affinità elettive
Tra le onde del mare, serie tv
Il sito web dell’Istituto Tecnico Statale “Aterno – Manthonè”: www.manthone.gov.it.
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