{"id":8280,"date":"2018-02-06T11:01:29","date_gmt":"2018-02-06T11:01:29","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=8280"},"modified":"2018-02-06T11:01:29","modified_gmt":"2018-02-06T11:01:29","slug":"jerry-spinelli-o-del-prendere-a-mano-le-minuzie-del-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=8280","title":{"rendered":"Jerry Spinelli, o del prendere a mano le minuzie del quotidiano"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">di Nicoletta Gramantieri &#8211; Biblioteca SalaBorsa (Bologna)<\/span><\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 estratto dal numero 44 (dicembre 2017) &#8220;Incompreso. La sfida di raccontare l&#8217;infanzia&#8221;, della rivista di Hamelin Associazione Culturale (<a href=\"http:\/\/hamelin.net\/blog\/hamelin-44-incompreso\/\" target=\"_blank\"><strong>QUA<\/strong><\/a> potete leggere anche introduzione, indice ed editoriale).<\/p>\n<p>Jerry Spinelli \u00e8 un prolifico autore statunitense. Scrive per ragazzi e adolescenti da oltre trent\u2019anni e molti sono stati premi e onorificenze che hanno costellato il suo lavoro.<\/p>\n<p>La cifra del suo narrare si radica nella quotidianit\u00e0, nel succedersi di eventi che riguardano la vita familiare, relazionale, scolastica e che finiscono per sostanziare la vita di ogni ragazzo. Non c\u2019\u00e8 epicit\u00e0 nelle narrazioni di Spinelli, non ci sono eroi n\u00e9 concessioni al fantastico. Ci\u00f2 che \u00e8 messo in scena \u00e8 l\u2019intimit\u00e0, il filo discreto e privato che ognuno intesse per legarsi al mondo e per definirsi in relazione a ci\u00f2 che lo circonda. I personaggi dei romanzi di Spinelli, anche quelli rivolti ai ragazzi degli ultimi anni della scuola primaria da Morton in <em>Quarta elementare<\/em> a Donald in <em>La schiappa<\/em>, da Palmer in <em>Tiro al piccione<\/em> a John in <em>Crash<\/em>, che siano timidi o ansiosi di piacere e di mettersi in mostra, portano in scena la loro inadeguatezza.<\/p>\n<p>Leggendoli viene alla mente <em>La vita schiva<\/em> un bel saggio di Duccio Demetrio in cui l\u2019autore, analizza quel contegno discreto che si pu\u00f2 avere nei confronti dell\u2019esistenza segnandolo non come \u201cuna condotta difensiva, una sindrome autoprotettiva\u201d ma come una \u201cfigura dell\u2019umano, una voglia di vivere dalle caratteristiche peculiari\u201d. Si tratta di una posizione riservata che porta a ricercare cespugli, anfratti e tane, a rifuggire ogni aggressivit\u00e0 e atletica disonesta competizione, a cercare quella solitudine che riaccende lo stupore del mondo.<\/p>\n<p>Il motore narrativo dei romanzi di Spinelli \u00e8 la frattura che c\u2019\u00e8 fra i personaggi e l\u2019ambiente in cui si trovano a crescere. Gli eventi e le azioni finiscono per definire varie opposizioni: la mitezza verso la prepotenza, l\u2019essere verso l\u2019apparire, il desiderio di prevaricazione verso l\u2019accettazione. Donald vive in una cittadina in cui ogni ragazzo a partire dagli undici anni diventa uno strozzapiccioni all\u2019interno dell\u2019annuale fiera e gara di tiro. Si tratta di porre fine alla vita di quei volatili che non sono stati colpiti mortalmente all\u2019interno della competizione. Circondato da compagni che attendono con ansia il momento che diviene rito di passaggio all\u2019entrata nella comunit\u00e0, Donald non solo rifugge un tale ruolo, ma finisce per prendersi cura, fra precauzioni e bugie, di un piccione. Lo stesso senso di insoddisfazione e inadeguatezza prova Morton che cerca di adattare le sue azioni a ci\u00f2 che i prepotenti della scuola si aspettano da chi frequenta ormai la quarta elementare.<\/p>\n<p><em>Nei due giorni seguenti fui terribile. Se vedevo un ragazzino pi\u00f9 piccolo con un Twinky, e mi andava di mangiarne uno, glielo prendevo. Se vedevo un ragazzino pi\u00f9 piccolo seduto sull\u2019altalena, lo spingevo gi\u00f9, che volessi andarci io o no. <\/em><\/p>\n<p>Il punto di vista, che la narrazione sia in prima che in terza persona, \u00e8 sempre quello del protagonista, un protagonista ingenuo che si dibatte e sembra non comprendere la complessit\u00e0 di ci\u00f2 che avviene. Succede allora che la narrazione, lineare, chiara ed essenziale, sia vivificata dalla pluridiscorsivit\u00e0, da un\u2019intenzione che investe le parole e le rende capaci di esprimere, nello stesso momento, due intenzioni diverse, quella del personaggio parlante e quella dell\u2019autore. Questa parola ricca scongiura il rischio di incorrere in un dire didascalico, rischio che ogni autore corre quando intraprende narrazioni legate all\u2019essere e al definirsi.<\/p>\n<p>Ne <em>La schiappa<\/em> Donald Zinkoff affronta con fiducia ogni tipo di relazione e non riesce ad assumere il punto di vista di chi non ha la stessa condotta. \u00c8 costretto, affinch\u00e9 il mondo gli appaia intelligibile, a mettere in atto una serie di aggiustamenti che chi legge individua immediatamente come ascrivibili al carattere di un personaggio ingenuo. Quando un ragazzo pi\u00f9 grande gli ruba il cappello, il riassetto cognitivo a cui Donald si costringe provoca ilarit\u00e0 in chi legge, una ilarit\u00e0 che si fa distanza e pu\u00f2 riempirsi di pensiero.<\/p>\n<p><em>Il ragazzo sorride. Scuote lentamente la testa. &#8211; \u00c8 mio. Zinkoff lo guarda a bocca aperta. La faccia del ragazzo lo affascina. Non ha mai visto una faccia sorridere e fare \u201cno\u201d allo stesso tempo. Si rende conto che, a quanto pare, \u00e8 stato commesso un errore. Forse il ragazzo era andato allo zoo lo stesso giorno in cui c\u2019era andato lui. Forse ha comprato per primo la giraffa &#8211; cappello <\/em><em>e poi se l\u2019\u00e8 scordata.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019ambiente in cui le azioni si svolgono \u00e8 quello della provincia americana popolata da personaggi vari e non stereotipati. Ci sono famiglie povere e famiglie benestanti, vite piane e vite difficili, c\u2019\u00e8 la strada per i giochi, ci sono i giardini e i rapporti di vicinato, c\u2019\u00e8 la famiglia che si fa luogo di conforto, ma anche di conflitto, c\u2019\u00e8 la scuola, palestra di rapporti e difficolt\u00e0, c\u2019\u00e8 lo sport, c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 che si stringe attorno al singolo a determinare percorsi obbligati o scelte ardite.<\/p>\n<p>Chi legge si trova l\u00ec a sorridere delle difficolt\u00e0 di miti e di bulli, a preoccuparsi che lo svolgere degli eventi non sia favorevole al protagonista, a desiderare di mettersi accanto e di spiegare. Questo mondo lontano, questi personaggi dai tratti estremizzati che fanno sorridere e ridere, inducono in chi legge un confronto non percepito. Il movimento continuo di andata e ritorno fra s\u00e9 e quel mondo un po\u2019 grottesco finisce per indurre interrogativi e dubbi che si fanno ricerca di senso.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia delle edizioni italiane <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Crash,<\/em> Mondadori, 2004<\/li>\n<li><em>Guerre in famiglia<\/em>, Mondadori, 2004<\/li>\n<li><em>Quarta elementare<\/em>, Mondadori, 2004<\/li>\n<li><em>La schiappa<\/em>, Mondadori, 2005<\/li>\n<li><em>A rapporto dal preside<\/em>, Mondadori, 2010<\/li>\n<li><em>Tiro al piccione<\/em>, Mondadori, 2011<\/li>\n<li><em>Una casa per Jeffrey Magee<\/em>, Mondadori, 2012<\/li>\n<li><em>Gli indivisibili<\/em>, Mondadori, 2017<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>[L&#8217;immagine di copertina \u00e8 di Anouk Ricard, <\/em>Anna e Froga<em>, Bao Publishing 2017]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un approfondimento sulle opere, pi\u00f9 specificamente rivolte a ragazze e ragazzi delle scuole primarie, del noto scrittore statunitense. 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