{"id":614,"date":"2015-05-25T07:51:07","date_gmt":"2015-05-25T07:51:07","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=614"},"modified":"2015-06-04T13:35:52","modified_gmt":"2015-06-04T13:35:52","slug":"normali-si-diventa-censura-conformismo-e-letteratura-per-ragazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=614","title":{"rendered":"Normali si diventa. Censura, conformismo e letteratura per ragazzi"},"content":{"rendered":"<p>Continuiamo a parlare di censura ospitando l&#8217;intervento di Manuela Salvi, gi\u00e0 citata nell&#8217;articolo precedente <strong><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=430\" target=\"_blank\">Parole in libert\u00e0. Sulla censura<\/a><\/strong>.\u00a0Ci sembra necessario proseguire il confronto sulla censura e allargarlo all&#8217;idea di normalit\u00e0 e soprattutto di conflitto. Quanto spazio lasciamo ai ragazzi per esprimere un pensiero diverso, magari contrastante con il nostro?\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Di Manuela Salvi<\/span><\/p>\n<p>I gay non sono normali.<\/p>\n<p>Me lo dice una ragazza durante un incontro con la sua scuola. Ho appena letto <strong><a href=\"http:\/\/www.giunti.it\/libri\/bambini\/nei-panni-di-zaff\/\" target=\"_blank\"><em>Nei panni di Zaff<\/em><\/a><\/strong> ad alta voce e so che per i ragazzi delle superiori \u2013 i giovani adulti \u2013 \u00e8 destabilizzante, provocatorio. So anche che in scuola di altro ordine e grado sarebbe meno difficile, perch\u00e9 i pre-adolescenti non sembrano aver ancora metabolizzato la distinzione che il mondo dei grandi fa tra \u201cnormale\u201d e \u201canormale\u201d.<\/p>\n<p>Per gli scrittori la normalit\u00e0 \u00e8 il terreno del conflitto. \u00c8 la facciata dietro la quale si nascondono le sfumature pi\u00f9 interessanti ma soprattutto le bugie, specchio delle bugie della societ\u00e0. In nome della normalit\u00e0, si finge. In nome della normalit\u00e0 si nega ai bambini, anche oggi, il diritto di esplorare la propria identit\u00e0. Kerry Robinson parla addirittura di \u201cgerarchie di normalit\u00e0\u201d a cui i bambini sono presto spinti ad adeguarsi per non essere <em>diversi<\/em>. Una famiglia normale, una vita normale, una persona normale. Lo senti in TV, riferito all\u2019assassino: \u201cUn ragazzo normale\u201d.<\/p>\n<p>Affronto la ragazza, discutiamo. Lei non sa che se fosse nata cinquant\u2019anni fa, sarebbe <em>normale<\/em> che in caso di violenza sessuale fosse costretta a sposare il violentatore, per riparare alla vergogna. Non sa che durante la prima guerra mondiale era <em>normale<\/em> mandare in trincea ragazzini pi\u00f9 piccoli di lei. Che cos\u2019\u00e8 la normalit\u00e0, in fondo, se non quel valore astratto che viene utilizzato di epoca in epoca per giustificare i pregiudizi o il potere della maggioranza? Come ho detto in un\u2019intervista recente, quello che viene considerato \u201cnormale\u201d serve a far sentire anormali le minoranze e a costringere le persone, in generale, a uniformarsi sotto l\u2019ansia dell\u2019esclusione. Quindi si potrebbe affermare che la normalit\u00e0 non esiste: \u00e8 solo la maschera gretta del conformismo, che promette ordine e in cambio distribuisce infelicit\u00e0, incomprensione.<\/p>\n<p>Ma la normalit\u00e0 gratifica molti adulti. L\u2019autore per ragazzi, di conseguenza, eternamente diviso tra arte e commercio, produce testi profondamente condizionati dalle esigenze di marketing, dalla visione che l\u2019editore ha della letteratura per ragazzi (la parola che risuona spesso \u00e8 <em>rassicurante<\/em>) e le aspettative dei &#8220;gatekeepers&#8221;: genitori, insegnanti, bibliotecari, adulti. Immerso in queste tensioni culturali \u2013 e adulto lui stesso \u2013 l\u2019autore per ragazzi deve decidere se conformarsi o diventare quello che gli inglesi definiscono un &#8220;challenger&#8221;, cio\u00e8 un intellettuale che sfida, provoca, stimola e osa in nome del cambiamento o anche solo per rispetto di ci\u00f2 che chiamiamo &#8220;letteratura&#8221;.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di un\u2019autoregolazione quando si scrive per ragazzi \u00e8 riconosciuta, eppure non \u00e8 sempre chiaro quando questa muti subdolamente in forme di pre-censura, auto-censura o censura culturale. Da un anno a questa parte,<em> Nei panni di Zaff<\/em> \u00e8 bersaglio della <em>censura culturale<\/em>: in assenza di armi e istituzioni preposte alla censura violenta, semplicemente si fanno sparire i libri. Se ne vieta l\u2019utilizzo nelle scuole, li si occulta in biblioteca, se ne impedisce l\u2019acquisto con i soldi pubblici. \u00c8 un tipo di censura che fomenta il consenso facendo leva sulle paure ma che in realt\u00e0 non analizza in profondit\u00e0 il testo sotto accusa e preclude qualsiasi tipo di discussione a riguardo.<\/p>\n<p>Come ho scritto varie volte, nessuno sembra essere il censore ma in molti hanno censurato i propri pensieri, stabilendo limiti naturali tra ci\u00f2 che \u00e8 appropriato e ci\u00f2 che non lo \u00e8. Il risultato \u00e8 la morte lenta della &#8220;biodiversit\u00e0&#8221; nella letteratura per ragazzi nel paese in cui si consente questa pressione ideologica. Resta la letteratura rassicurante, in cui i &#8220;conflitti educati&#8221; presentano una versione della realt\u00e0 sgravata da gran parte del peso della realt\u00e0 stessa: si parla di sesso senza parlare davvero di sesso, di guerre omettendo la violenza, di famiglie &#8220;normali&#8221; in cui sono rari gli adulti sgradevoli o inadeguati, di passato e poco di presente.<\/p>\n<p>Tutto questo non sarebbe cos\u00ec rilevante se i &#8220;conflitti educati&#8221; mettessero a rischio solo l\u2019esistenza degli scrittori pi\u00f9 controversi. Invece quello che \u00e8 a rischio \u00e8 il margine concesso ai giovani lettori per esplorare conflitti e problematiche che li riguardano da vicino. Li si pone nella condizione di poter (o dover?) <em>ignorare<\/em> tali conflitti, imparando appunto le dinamiche del conformismo e relegando tutto ci\u00f2 che \u00e8 scomodo, incomprensibile o anche solo diverso nel territorio dell\u2019anormale. Ma la letteratura che passivamente accetta di contribuire a questo sopruso \u2013 perch\u00e9 di sopruso si tratta, l\u2019edulcorazione della realt\u00e0 tramite l\u2019occultamento o la manipolazione delle informazioni (&#8220;conoscenza soggiogata&#8221;, secondo Robinson) \u2013 si macchia a mio parere di un grave crimine ideologico e rischia a lungo termine di implodere su se stessa, favorendo toni didattici o paternalistici ma soprattutto allontanando i lettori che, vivendo nel terzo millennio, troveranno altri media disposti a fornire loro le informazioni di cui hanno bisogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per gli scrittori la normalit\u00e0 \u00e8 il terreno del conflitto. \u00c8 la facciata dietro la quale si nascondono le sfumature pi\u00f9 interessanti ma soprattutto le bugie, specchio delle bugie della societ\u00e0. In nome della normalit\u00e0, si finge. 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