{"id":3619,"date":"2016-07-06T10:22:48","date_gmt":"2016-07-06T10:22:48","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=3619"},"modified":"2016-07-06T10:23:28","modified_gmt":"2016-07-06T10:23:28","slug":"dove-vanno-le-anatre-dinverno-grandi-scrittori-per-giovani-adulti-marie-aude-murail","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=3619","title":{"rendered":"&#8220;Dove vanno le anatre d&#8217;inverno &#8211; grandi scrittori per giovani adulti&#8221;: Marie-Aude Murail"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">di Hamelin Associazione Culturale<\/span><\/p>\n<p>Vi presentiamo l&#8217;articolo di <strong>Nicoletta Gramantieri<\/strong> (bibliotecaria &#8211; SalaBorsa Ragazzi &#8211; Bologna), estratto dal numero 41 della rivista <a href=\"http:\/\/hamelin.net\/blog\/hamelin-41-dove-vanno-le-anatre-dinverno\/\" target=\"_blank\"><strong><em>Hamelin<\/em><\/strong><\/a>, che presenta l&#8217;opera e la poetica della nota scrittrice Marie-Aude Murail.<\/p>\n<p class=\"p2\">Nella rivista troverete approfondimenti anche su Aidan Chambers, Philip Pullman, Melvin Burgess, Sharon Creech, Jean-Claude Mourlevat, David Almond, Anne-Laure Bondoux, Kevin Brooks, John Green, Patrick Ness, Robert Cormier, Margaret Mahy, Susan E. Hinton, Robert Westall, Philip Ridley e Brigitte Smadja<i>.<\/i><\/p>\n<p class=\"p2\"><strong>Marie-Aude Murail. Le storie e i desideri<\/strong><\/p>\n<p class=\"p2\"><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/8_Murail.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3628\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/8_Murail.jpg\" alt=\"Murail - Andrea Settimo\" width=\"600\" height=\"810\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p2\"><em>[Ritratto di <a href=\"http:\/\/andreasettimo.tumblr.com\/\" target=\"_blank\">Andrea Settimo<\/a>]<\/em><\/p>\n<p class=\"p2\">\u00c8 molto difficile tentare di rendere conto dell\u2019opera di Marie-Aude Murail nello spazio ristretto di un articolo. Si tratta di<br \/>una grande e prolifica narratrice, di una indefessa costruttrice di intrecci, di meccanismi perfetti, complessi, essenziali:<br \/>dal 1985, anno in cui pubblic\u00f2 il suo primo libro <em>C\u2019est mieux d\u2019etre blue<\/em>, ha prodotto oltre ottanta libri. L\u2019abbiamo conosciuta, qui nel nostro paese, grazie a Giunti, nel 2008, con la pubblicazione di<em> Oh, boy!<\/em><sup>1<\/sup>. In realt\u00e0 erano stati pubblicati da Emme, da Elle, da Bompiani e da Giunti altri romanzi<sup>2<\/sup> che la segnalavano come un\u2019autrice in grado di affrontare una molteplicit\u00e0 di generi<br \/>passando dal giallo all\u2019umoristico, dalle storie incentrate sulla vita quotidiana alle storie fantastiche; nessuno di questi,<br \/>per\u00f2, aveva suscitato lo stesso interesse di <em>Oh, boy!<\/em>.<\/p>\n<p class=\"p2\">Il libro, quando giunse da noi, era stato pubblicato in Francia nel 2000, aveva gi\u00e0 avuto numerosi premi, era stato adattato per il teatro e trasposto, proprio nel 2008, in telefilm da Thierry Binisti col titolo <em>On choisis pas ses parents<\/em>. In Italia, dopo <em>Oh, boy!<\/em> Giunti ha tradotto altri sette libri al ritmo di uno all\u2019anno. Per articolare un discorso attorno all\u2019opera di Marie-Aude Murail occorre innanzitutto partire da un elemento che mi sembra essere ricorrente e distintivo della produzione dell\u2019autrice e da cui paiono discendere le altre peculiarit\u00e0: la centralit\u00e0 della dimensione temporale<sup>3<\/sup>. I personaggi messi in scena da Murail prendono vita nella finzione all\u2019interno di un tempo che scorre, percepiamo le vicende di cui leggiamo come frutto di un prima e come premessa per un dopo. I personaggi mutano, si evolvono. Questa capacit\u00e0 di estendersi, di tendersi, tocca anche il punto di vista della narrazione. L\u2019attenzione di chi racconta \u00e8 diffusa, si sposta dalle vicende centrali al brulicare di casi ed eventi che proliferano attorno ai protagonisti. Murail non costruisce narrazioni che si chiudono, come avviene sovente nei romanzi con protagonisti adolescenti, in modo asfittico sugli episodi e sulle circostanze, come la scuola, i rapporti con gli amici, l\u2019amore, la difficolt\u00e0 del crescere, che riguardano i personaggi principali. I suoi romanzi sono popolati da personaggi variati come et\u00e0, professione, classe sociale, sesso e scelte sessuali e ognuno di questi \u00e8 portatore di una storia significativa ai fini della narrazione stessa. Leggere i romanzi di Murail \u00e8 un po\u2019 come sbirciare nella vita degli altri, \u00e8 avere la possibilit\u00e0 di spiare il futuro, l\u2019et\u00e0 adulta, la vecchiaia, di indagare il passato dell\u2019infanzia, di mettere piedi in altrovi non accessibili. Vari sono gli escamotage narrativi messi in campo dall\u2019autrice per rendere questa pluralit\u00e0. A volte abbiamo, sulla scena, un narratore onnisciente che tutto sa e tutto pu\u00f2 narrare, a volte si alternano sulla pagina le voci di pi\u00f9 personaggi oppure, come nel caso di <em>3000 modi di dire ti amo<\/em><sup>4<\/sup>, romanzo appena tradotto in Italia, chi narra assume, a tratti, una sorta di entit\u00e0 plurima, somma del punto di vista<br \/>dei tre protagonisti. L\u2019autrice, dal canto suo, sembra essere ben cosciente di questa sua capacit\u00e0 affabulatoria.<\/p>\n<p class=\"p2\">In un libretto che la casa editrice L\u2019\u00e9cole des Loisirs dedica ai suoi maggiori autori leggiamo: \u201cMarie-Aude ha molto detto e ripetuto di essere una macchina di invenzioni, un\u2019officina che produce frasi, di passare il suo tempo a rifare il mondo con le parole, dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina, in piena notte, sotto la doccia e ai fornelli\u201d. Penso spesso che siano proprio la sua maestria accurata nella costruzione della narrazione, le parole e le frasi che rimodellano il mondo in uno stile fatto di leggerezza e compassione a permetterle di utilizzare come motori narrativi temi significativi e ardui. \u201cLei ha confessato inoltre, il suo piccolo peccato di riciclare tutto, paura della morte, pene d\u2019amore, malattie, giri di denaro, ingiustizie, parole che uccidono&#8230;\u201d<sup>5<\/sup>. La morte e la vita, le miserie della quotidianit\u00e0, le povert\u00e0 del vivere, la vecchiaia, la malattia, l\u2019infelicit\u00e0, la meschinit\u00e0, diventano propulsori di storie che vengono porte ai lettori con un umorismo che alleggerisce, una sorta di disincanto<br \/>affettuoso realizzato con la messa in scena di personaggi ingenui, con l\u2019uso di un linguaggio che tiene insieme ambiti semantici lontani, con un utilizzo dei vari punti di vista che mette chi legge nella condizione di riconoscere prima dei personaggi stessi le furbizie, gli imbrogli, gli sviluppi della trama. Ci sono, inoltre, fili rintracciabili all\u2019interno dei vari romanzi che permettono di approfondire alcuni aspetti dell\u2019opera dell\u2019autrice. Fra i tanti ne scelgo tre. Si tratta di una scelta ristretta che non rende ragione n\u00e9 dell\u2019ampiezza, n\u00e9 della profondit\u00e0 della produzione, ma che mi permette di tracciare un sentiero di indagine all\u2019interno delle pagine e di rendere a chi legge una panoramica, sia pur limitata, dell\u2019opera della scrittrice.<\/p>\n<p class=\"p2\"><em><strong>La funzione delle storie<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"p2\">Nei romanzi di Marie-Aude Murail troviamo molti riferimenti alle storie, alla necessit\u00e0 di narrarle, al ruolo che paiono assumere non solo nelle vicende dei personaggi, ma anche nella nostra vita. Charlie, l\u2019adolescente di cui leggiamo in <em>Crack!<\/em><sup>6<\/sup> \u00e8 appassionata<br \/>di manga; le vicende intricate e surreali dei personaggi le sembrano molto pi\u00f9 interessanti della quotidianit\u00e0 in cui si trova a vivere. Istinti psicopatici, travestimenti, ragazzi che sembrano ragazze, segreti, relazioni sadiche e amori: \u201cDa quando leggeva i manga, la sua vita era una sorpresa continua.\u201d Charity<sup>7<\/sup> cresce nella sua nursery vittoriana accompagnata dalle storie terrificanti della sua folle tata. \u201cTabitha era scozzese. Era nata a Killiecrankie ed era cresciuta in un paese in cui misteriose dame vestite di bianco piangono sui moors mentre i fantasmi di quelle che le hanno assassinate si trascinano miserabili sui ballatoi dei castelli\u201d<sup>8<\/sup>. Tabitha narra, di sera, storie in cui i cattivi hanno sempre la meglio, poi lascia Charity alla merc\u00e9 di notti popolate da visioni e sogni agghiaccianti. Anche la piccola Venise Morlevent<sup>9<\/sup> \u00e8 immersa in un mondo di storie, quelle che inventa per le sue Barbie, perlopi\u00f9 storie di amore e di sesso, mentre i fratelli maggiori, seduti sul divano, sono assorti nella lettura di libri come <em>Viaggio al centro <\/em><em>della terra<\/em> e <em>L\u2019essere e il nulla<\/em>. Per descrivere la realt\u00e0 Venise fa sovente ricorso alle storie che sembrano concretizzare e dare senso agli avvenimenti che si susseguono davanti ai suoi occhi di cinquenne. Mentre ascolta i fratelli maggiori discutere sull\u2019affidamento della loro custodia dopo la morte della madre, socchiude gli occhi e vede \u201cuscire da terra alcuni giovani che brandivano la spada: i custodi dei Morlevent.\u201d Le storie, nei libri di Murail non si collocano solo nelle infanzie e nelle nursery. Clara, una delle lavoranti al salone Mait\u00e9 Coiffure<sup>10<\/sup> racconta di <em>Mai senza mia figlia<\/em> e di <em>Christiane F., noi i ragazzi dello zoo di Berlino<\/em>, libri letti ai tempi della scuola. In <em>3000 modi di dire ti amo<\/em>, l\u2019amore per le storie, la finzione e la messa in scena diventano gli elementi che muovono la narrazione. I tre giovani protagonisti, Chlo\u00e9, Bastien e Neville, bruciano di passione per il teatro e il libro \u00e8 un intessersi di riferimenti e citazioni, cos\u00ec fitti che servono tre delle ultime pagine del testo per rendere conto dei rimandi, dei poeti, dei drammaturghi che hanno trovato posto nella vicenda. Come una specie di impuntura discreta le considerazioni attorno alle narrazioni e ai racconti attraversano i romanzi di Marie-Aude Murail quasi a ribadire, in una metacomunicazione ben costruita, la necessit\u00e0 che abbiamo di attraversare la vita consolati dalle storie. C\u00e8cile<sup>11<\/sup> \u00e8 una maestra, \u00e8 giovane e nuova del mestiere, \u00e8 stata una bambina timida e riservata e timida e riservata continua a essere. Le storie le servono per concentrare attorno a s\u00e9 l\u2019attenzione della classe. Steven \u00e8 un bambino che si addormenta ogni volta che C\u00e8cile narra, lei se ne preoccupa, teme di essere una maestra incapace, ma le sue apprensioni vengono fugate dalla terapeuta di Steven: \u201cLa terapeuta fece un sorriso meravigliato. \u2018Lei gli fa un regalo eccezionale. Gli permette di addormentarsi al suono di una voce che racconta. La sua mamma non glielo ha mai fatto\u2019. C\u00e8cile per un po\u2019 fu incapace di spiccicare una sola parola, impegnata a trattenere le lacrime come meglio poteva. Poi mormor\u00f2: \u2018\u00e8 lei a farmi un regalo eccezionale.\u2019\u201d<\/p>\n<p class=\"p2\"><em><strong>Desideri<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"p2\">Peter Brooks in <em>Trame<\/em><sup>12<\/sup> ci dice che un lettore, nell\u2019atto del leggere, attribuisce un senso agli eventi che trova nel testo e che si sviluppano attraverso una successione temporale e spaziale. Brooks, citando Roland Barthes, sottolinea come questa produzione di senso provochi piacere in chi legge. Il lettore finisce per essere mosso da una sorta di desiderio nei confronti di questa azione strutturante che lo porta a ricercare pi\u00f9 volte lo stesso tipo piacere. Si legge, quindi, spinti da un desiderio che viene rintuzzato dal fatto che le storie narrino, sovente, il desiderio nelle sue varie declinazioni. La presenza di desideri nei romanzi di Murail mi ha sempre colpito e spesso ho pensato ai suoi personaggi come a quelle \u201cmacchine desideranti\u201d attorno a cui Brooks indaga. Sono i desideri a mettere in moto l\u2019azione, \u00e8 sui desideri che la trama si struttura, che le nostre aspettative si articolano, che la suspense si declina. Pu\u00f2 succedere, come in <em>Nodi al pettine<\/em>, che sia un luogo a suscitare il desiderio del protagonista: \u201cNel salone regnava un\u2019atmosfera di allegra e febbrile attivit\u00e0. L\u2019ammoniaca liberava le vie respiratorie, la lacca grattava la gola. Garance passava i bigodini a Fifi per una messa in piega. Louis porgeva uno a uno i foglietti di alluminio a Clara che faceva le m\u00e8che alla<br \/>signora R\u00e9my. Ogni volta che la parrucchiera si chinava verso la cliente, Louis aveva una veduta panoramica sul d\u00e9collet\u00e9.\u201d Louis \u00e8 affascinato da Mait\u00e9 Coiffure, il salone in cui svolge uno stage per la scuola, che \u00e8 un luogo cos\u00ec diverso dal suo ambiente borghese, \u00e9 attratto dalla bellezza di Clara, dalla bont\u00e0 e dall\u2019eccentricit\u00e0 di Fifi, dalla scontrosit\u00e0 e dalla diversit\u00e0 della signora Mait\u00e9, dalla giovinezza di Garance, cos\u00ec eccessiva e lontana dalla sua, dal mestiere e dalle clienti, dall\u2019odore della lacca e degli acidi. Questo desiderio lo porta a trascurare la scuola, ad ammonticchiare bugie su bugie per il padre esigente che sogna per lui un futuro da professionista affermato. Su questo desiderio finisce per strutturarsi l\u2019intera vicenda. Lo stesso avviene in <em>3000 modi di dire ti amo<\/em>. Tre ragazzi molto diversi per estrazione sociale, Chlo\u00e9 che appartiene a una famiglia benestante, Bastien, figlio di bottegai e Neville figlio di una madre single che si deve arrabattare fra lavori e malesseri per garantirgli la sopravvivenza, si appassionano al teatro quando un insegnante li conduce a una rappresentazione del Dom Juan di Moli\u00e9re. Diversa \u00e8 la malia che li prende. Chlo\u00e9 \u00e8 incantata dai decori della sala e dai costumi, Bastien si scopre in grado di improvvisarsi attore per divertire i suoi familiari, Neville inizia a sognarsi come un gran signore malvagio in grado di spezzare i cuori delle donne. Si ritrovano, anni pi\u00f9 tardi, a frequentare il conservatorio di arti drammatiche della loro citt\u00e0. Chlo\u00e9 deve conciliare i corsi di teatro con i ritmi intensi della scuola impegnativa a cui \u00e8 iscritta, Bastien mira a fare ridere e ha idee semplificate su ci\u00f2 che significa essere attore, Neville teme di non essere all\u2019altezza e vede nel teatro un modo per interrogarsi sulla sua identit\u00e0. Attorno al desiderio si struttura, di nuovo, il romanzo e l\u2019evoluzione dei tre protagonisti, attorno alle aspirazioni, alle passioni e all\u2019attrazione che provano vicendevolmente, avviene la definizione di s\u00e9 e l\u2019allontanamento dai modelli che la famiglia e l\u2019ambiente sociale sembrano avere predisposto. Anche in <em>Oh, boy!<\/em> il desiderio che mette in moto l\u2019azione \u00e8 rivelato subito. I tre piccoli Morlevent si ritrovano orfani. \u201c\u2013 Facciamo un giuramento \u2013 propose Morgane. \u2013 Giuriamo che nessuno potr\u00e0 mai separarci. Eh. Sim\u00e9on?\u201d. L\u2019intero romanzo si struttura su questo tentativo, intessendo l\u2019obiettivo che i tre si danno con i desideri di tutti gli altri personaggi, con quello di maternit\u00e0 della sorellastra Josiane, con la passione della giudice tutelare per la soluzione del caso, con l\u2019amore del dottor Mauvoisin per il suo inclemente lavoro, col desiderio di famiglia che tende a restare nascosto in Barth, soffocato dal dolore di un supposto abbandono. Innumerevoli e variati sono anche i desideri che attraversano <em>Miss Charity<\/em>. La dedizione della protagonista alle scienze e al disegno spinger\u00e0 la sua vita in direzioni inusuali per una ragazza di buona famiglia del 1800, e lo stesso avverr\u00e0 a Kenneth e alla sua passione per il teatro, considerata inappropriata per un giovane di origini alte. Molte sono poi le storie d\u2019amore che si intrecciano fra le pagine, quelle truci raccontate dalla tata, quella dell\u2019istitutrice, quella che accompagna la protagonista dall\u2019infanzia fino alla giovinezza e alla vita adulta, quelle lette nelle opere teatrali e nei romanzi. I desideri finiscono per essere punti di accesso al racconto, elementi che definiscono i personaggi, muovono gli eventi e conducono la narrazione all\u2019essenzialit\u00e0. \u00e8 il desiderio che determina l\u2019evoluzione dei protagonisti, che traccia attorno a loro mondi e storie, che coinvolge chi legge.<\/p>\n<p class=\"p2\"><em><strong>Le vite degli altri<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Fra i romanzi di Marie-Aude Murail che amo di pi\u00f9 ce n\u2019\u00e8 uno che non \u00e8 tradotto nel nostro paese: <em>La fille du docteur Baudoin<\/em>.<br \/>Narra la storia di Violaine, una diciassettenne che si ritrova, per disattenzione, per mancanza di esperienza e di intraprendenza, incinta. L\u2019evento, inaspettato, enorme, ingestibile, suscita in Violaine reazioni contrastanti, se da una parte si interroga sul nome che potrebbe dare a un eventuale figlio, dall\u2019altra comprende l\u2019impossibilit\u00e0 di uscire dall\u2019adolescenza e iniziare a pensarsi madre. Mentre la protagonista si muove fra incertezze e indecisioni, attorno a lei si muovono i personaggi che fanno parte del suo universo, ma che finiscono per essere parte importante dell\u2019universo del racconto. L\u2019autrice mette in scena un narratore onnisciente che pu\u00f2 rendere conto delle azioni, dei pensieri, dei desideri, dei timori di ciascun personaggio. Accanto a Violaine si<br \/>muovono non solo l\u2019amica che le sta accanto nell\u2019improvvisa difficolt\u00e0, ma anche la famiglia composta dal padre, dalla madre, dalla sorellina e dal fratello, che non viene rappresentata solo in funzione degli eventi che riguardano Violaine. Alla storia di ogni personaggio \u00e8 riconosciuta dignit\u00e0 e ognuno \u00e8 rappresentato in relazione alla propria esperienza, senza fissit\u00e0, senza stereotipi. Il padre, medico affermato e disamorato della professione, ha abbandonato ogni tentativo di empatia nei confronti dei pazienti. La madre, bella e scontenta, si trova a dover affrontare una malattia grave. I fratelli hanno occupazioni e preoccupazioni propri delle loro et\u00e0. Il narratore si sofferma anche sui pazienti del dottor Baudoin, sulle loro sofferenze fisiche ed esistenziali, sulle loro speranze, sulle loro vite. L\u2019ambulatorio diviene, per il lettore, un crocicchio di storie. E l\u2019ambulatorio serve pure per mettere in scena il giovane e sensibile dottor Chasseloup, socio del dottore pi\u00f9 anziano, pieno di compassione e di pazienza, animato da intenti e ideali alti, che vede nella professione l\u2019opportunit\u00e0 di alleviare afflizioni e povert\u00e0. Non si tratta di personaggi esotici o fantastici e le loro azioni somigliano a quelle che noi compiamo nella vita di tutti i giorni, ma l\u2019estrema vicinanza a ognuno rende una sensazione forte di alterit\u00e0. Il solito, la vita delle coppie, la malattia, il dolore, l\u2019amore, il sesso, la vecchiaia, i rapporti di tutti i giorni attorno alla tavola della cena, osservati da vicino diventano la possibilit\u00e0 di sperimentare l\u2019alterit\u00e0: un\u2019alterit\u00e0 inquietante<br \/>perch\u00e9 tanto vicina a noi. Si tratta della stessa alterit\u00e0 che ritroviamo in altri romanzi, nella disabilit\u00e0 di Simple, nelle vite da rifugiati dei bambini Baoul\u00e9, nelle regole a cui Charity deve sottostare, nelle violenze domestiche a cui \u00e8 sottoposta la vicina di casa di Barth, nella malattia di Sim\u00e9on, nelle difficolt\u00e0 che il padre di Charlie deve affrontare sul lavoro. Marie-Aude Murail<br \/>compie un\u2019operazione inusuale che diviene la cifra del suo narrare. Quegli elementi, quelle storie, quei dolori che appartengono<br \/>alla vita di ciascuno, alla cronaca, all\u2019attualit\u00e0 e che di solito non riusciamo a tenere vivi nell\u2019attenzione, vengono impastati e articolati in una trama, resi in una lingua e in uno stile che li rende nuovi alla nostra vista, al nostro interesse. Avviene, leggendo la Murail, quello di cui ci dice Azar Nafisi nel suo <em>La repubblica dell\u2019immaginazione<\/em><sup>13<\/sup> \u201cLe storie (\u2026) ci riportano al nostro passato, ci offrono una chiave critica per comprendere il presente, ci permettono di concepire un futuro diverso, di vedere la nostra vita non solo cos\u00ec com\u2019\u00e8, ma anche come dovrebbe o potrebbe essere. La conoscenza immaginativa (\u2026) \u00e8 un modo di percepire il mondo e di capirlo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9 <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Antonella Lamberti, <em>Il talento ha bisogno di tempo<\/em>, intervista a Marie-Aude Murail, in \u201cLiber\u201d n. 102, 2014<\/li>\n<li>Marie-Aude Murail, <em>A cosa serve acculturarsi?<\/em>, in \u201cHamelin\u201d n. 38, 2014<\/li>\n<li>Carla Poesio, <em>Un eroe gay da amare<\/em>, intervista a Marie-Aude Murail, in \u201cLiber\u201d n. 82, 2009<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Murail M.-A., <em>Oh, boy!<\/em>, Giunti, 2008<\/li>\n<li><em>Lo zio Giorgio<\/em>, EL, 1991; <em>Pianta un seme&#8230; e spunta un mostro<\/em>, EL, 1992; <em>La bambina dai capelli blu<\/em>, Emme, 1992; <em>Pap\u00e0 e i bagni di lingue<\/em>, Emme, 1993; <em>Controcorrente<\/em>, EL, 1997; <em>C\u2019\u00e8 un assassino nel collegio<\/em>, Fabbri, 1998; <em>Ges\u00f9 come un romanzo<\/em>, Bompiani, 1999; <em>Baby-sitter blues<\/em>, Giunti, 2007<\/li>\n<li>Calabrese S., <em>Letteratura per l\u2019infanzia. Fiaba, romanzo di formazione, crossover<\/em>, UBM, 2013 segnala un simile approccio alla dimensione temporale come peculiarit\u00e0 del romanzo di formazione<\/li>\n<li>Murail M.-A., <em>3000 modi per dire ti amo<\/em>, Giunti, 2016<\/li>\n<li>Murail M.-A., Ch\u00e9rer S., <em>Mon \u00e9crivain pr\u00e9f\u00e9r\u00e9<\/em>, L\u2019\u00e9cole des Loisirs, 2007, pag 55<\/li>\n<li>Murail M.-A., <em>Crack! Un anno in crisi<\/em>, Giunti 2014<\/li>\n<li>Murail M.-A., <em>Miss Charity<\/em>, Giunti, 2013<\/li>\n<li>Murail M.-A., <em>Miss Charity<\/em>, Giunti, 2013, pag 19<\/li>\n<li>Murail M.-A., <em>Oh, boy!<\/em>, Giunti, 2008<\/li>\n<li>Cfr. Murail M.-A., <em>Nodi al pettine<\/em>, Giunti, 2011<\/li>\n<li>Murail M.-A., <em>C\u00e8cile. Il futuro \u00e8 per tutti<\/em>, Giunti, 2010<\/li>\n<li>Cfr. Brooks P., <em>Trame<\/em>, Einaudi, 2004<\/li>\n<li>Nafisi A., <em>La repubblica dell\u2019immaginazione<\/em>, Adelphi, 2015<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per acquistare <strong><em>Dove vanno le anatre d&#8217;inverno &#8211; Grandi scrittori per giovani adulti<\/em><\/strong>, numero 41 della rivista &#8220;Hamelin&#8221;, cliccate <a href=\"http:\/\/hamelin.net\/blog\/hamelin-41-dove-vanno-le-anatre-dinverno\/\" target=\"_blank\"><strong>QUA<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/copertina-41_web.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3629\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/copertina-41_web.jpg\" alt=\"copertina 41_web\" width=\"600\" height=\"827\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>[L&#8217;immagine di copertina \u00e8 di <a href=\"http:\/\/annadeflorian.com\/\" target=\"_blank\">Anna Deflorian<\/a>]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Marie-Aude Murail. Le storie e i desideri&#8221; \u00e8 un articolo di Nicoletta Gramantieri, estratto da &#8220;Dove vanno le anatre d&#8217;inverno &#8211; Grandi scrittori per giovani adulti&#8221;, numero 41 della rivista &#8220;Hamelin&#8221;, che approfondisce l&#8217;opera e il percorso dei pi\u00f9 importanti scrittori che si sono dedicati alla narrativa young adult.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3402,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[2],"tags":[79,48,63,59,101],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3619"}],"collection":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3619"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3619\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}