{"id":2866,"date":"2016-02-12T11:24:16","date_gmt":"2016-02-12T11:24:16","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=2866"},"modified":"2016-02-12T12:11:45","modified_gmt":"2016-02-12T12:11:45","slug":"che-cose-un-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=2866","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 un bambino?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">di Carla Ghisalberti &#8211; Lettura candita<\/span><\/p>\n<p><em>Questo intervento \u00e8 stato originariamente pubblicato sul blog <a href=\"http:\/\/letturacandita.blogspot.it\/2015\/12\/eccezion-fatta_4.html\" target=\"_blank\"><strong>Lettura candita<\/strong><\/a>. Lo riproponiamo con il consenso dell&#8217;autrice.<\/em><\/p>\n<div>Le mie riflessioni espresse durante la tavola rotonda svoltasi a &#8220;Pi\u00f9 libri pi\u00f9 liberi&#8221; il 4 dicembre alle ore 16.30, organizzata dalle Biblioteche di Roma.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Penso, in tutta onest\u00e0, che cercare sia meglio di trovare.<\/div>\n<div>E per questo, d&#8217;istinto, vado verso i libri che fanno domande perch\u00e9 penso che le risposte possano essere molte e vadano trovate altrove.<\/div>\n<div>Ecco, <i>Che cos&#8217;\u00e8 un bambino?<\/i> \u00e8 un libro che mi porta sempre altrove.<\/div>\n<div>E ora accade di nuovo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><i>Ci sono bambini di tutti i tipi, di tutti i colori, di tutte le forme.<\/i><\/div>\n<div><i>I bambini che decidono di non crescere, <\/i><\/div>\n<div><i>non cresceranno mai.<\/i><\/div>\n<div><i>Avranno un mistero dentro di s\u00e9.<\/i><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>I bambini e le bambine hanno un mistero dentro di s\u00e9 che li rende altro da noi adulti. Che li rende incomprensibili, distanti, irraggiungibili.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2868 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"349\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Nikolaus Heidelbach, Cosa fanno le bambine?, Donzelli 2012<\/em>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Penso ai bambini nei libri di Heidelbach, libri cos\u00ec poco amati dagli adulti, forse perch\u00e9 in essi la loro presenza \u00e8 programmaticamente esclusa.<\/div>\n<div>\n<div>I bambini di Heidelbach agiscono in un mondo rarefatto, cristallizzato per meglio cogliere l&#8217;essenza del loro essere, il loro passaggio nel mondo, visto come un disabitato palcoscenico di teatro.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2869 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/3.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"359\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Nikolaus Heidelbach, Cosa fanno le bambine?, Donzelli 2012<\/em>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Loro attraversano la scena, fanno piccoli gesti di grande eloquenza: urlano la loro infanzia in un silenzio assordante.\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2870 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/4.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"366\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Nikolaus Heidelbach, Cosa fanno i bambini?, Donzelli 2011<\/em>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Bambini con uno sguardo obliquo, indecifrabile ai pi\u00f9, agiscono secondo logiche archetipiche, rimestano nel profondo.<\/div>\n<div>Possono essere essi stessi considerati icone dell&#8217;infanzia.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>I bambini raccontati da Anthony Browne,<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/5.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2871 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/5.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"344\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Anthony Browne, Il maialibro, Kalandraka 2013<\/em>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>o per spingerci oltre, i bambini raccontati da Gaiman (e illustrati da Dave McKean)\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/6.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2872 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/6.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"509\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Neil Gaiman, Dave McKean, Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi, Mondadori 2004\u00a0<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>non differiscono molto. Si muovono in un mondo reale avvolti nel loro immaginario impenetrabile.<\/div>\n<div>Le loro relazioni con il mondo adulto fanno scintille.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><i>Un bambino ha piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo ha idee piccole. Le idee dei bambini a volte sono grandissime, divertono i grandi, fanno loro spalancare la bocca e dire: Ah!<\/i><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Penso alle idee grandissime dei bambini e delle bambine di Astrid Lindgren.<\/div>\n<div>Pippi, Emil e Lotta, o Ronja o i fratelli sull&#8217;isola dei gabbiani, Mirabell e Lisa.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/8.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2873 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/8.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"748\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Astrid Lindgren, Ingrid Vang Nyman, Pippi Calzelunghe, Salani 1988<\/em>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/7.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2874 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/7.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"581\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Astrid Lindgren, Bj\u00f6rn Berg, Emil il terribile, Salani 1996<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>Io immagino i bambini e le bambine della Lindgren schierati come i contadini di Pellizza da Volpedo, che marciano verso il sole dell&#8217;avvenire. Loro hanno rotto un argine, hanno sfondato il muro del suono.<\/div>\n<div>I bambini e le bambine della Lindgren (che oggi hanno settant&#8217;anni) sono espressione di un mondo nuovo, vivace e creativo, di un&#8217;infanzia che da oggetto si trasforma in soggetto.<\/div>\n<div>Dell&#8217;infanzia raccontata dalla Lindgren colgo qui la trasgressione gentile, generata da un desiderio incontenibile di libert\u00e0, libert\u00e0 rispetto alle regole degli adulti che Pippi e gli altri, sorridendo, rispediscono al mittente, chiamandosene fuori in quanto bambini.<\/div>\n<div>La fortuna della Lindgren sta nella sua grande onest\u00e0 intellettuale. Lei ha detto spesso: Scrivo sempre i miei libri pensando a me stessa bambina.<\/div>\n<div>Donatella Ziliotto, alla quale tutti noi dobbiamo Pippi &amp; co., nonch\u00e9 la traduzione italiana, scrive: \u00abPippi ha potere e comunica questo appagamento ai lettori. Ha forza e denaro, ma \u00e8 anche molto furba e si serve di una sua speciale logica a sorpresa che fa apparire tutto ci\u00f2 che \u00e8 normale e convenzionale meschino e ridicolo. In un certo senso \u00e8 il contrario di Alice, bambina logica e beneducata in un mondo assurdo. Pippi \u00e8 inaspettata e assurda in un mondo che segue una logica tradizionale.&#8221;<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/9.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2875 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/9.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"852\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Astrid Lindgren, Beatrice Alemagna, Lotta combinaguai, Mondadori 2015<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/10.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2876 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/10.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"363\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Astrid Lindgren, Pija Lindenbaum, Mirabell, Motta Junior 2007\u00a0<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div><i>&#8220;Anche i grandi hanno strane idee in testa: farsi il bagno tutti giorni, cucinare i fagiolini al burro, dormire senza il cane giallo. Ma come si fa? Chiedono i bambini.&#8221;<\/i><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Oliver Jeffers e i suoi bambini e le sue bambine che si perdono e poi si ritrovano, bambini LOST and FOUND. Sono bambini e bambine che si misurano con il mondo e con il loro spaesamento o estraneit\u00e0 ad esso, bambini in cerca di una rotta, di punti di riferimento.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/11.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2877 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/11.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"539\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Oliver Jeffers, The Heart and the Bottle, HarperCollins 2010<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Sono bambini e bambine &#8216;piccoli&#8217; in un mondo &#8216;grande&#8217;.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2878 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"507\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>\u00a0Oliver Jeffers, Lost and Found, HarperCollins 2005<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Attraverso il segno solo in apparenza semplificato, attraverso testi ridotti all&#8217;essenziale, Jeffers racconta un&#8217;infanzia &#8216;sperduta&#8217; che \u00e8 in viaggio verso la costruzione e la consapevolezza di s\u00e9.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/13.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2879 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/13.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"470\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Oliver Jeffers, Lost and Found, HarperCollins 2005\u00a0<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>Anche questi sono bambini archetipici, sono icone dell&#8217;infanzia, ed \u00e8 per questo che intorno a loro c&#8217;\u00e8 poco e niente.<\/div>\n<div>I bambini e le bambine di Jeffers chiedono in giro, trovano poche risposte nel mondo adulto, e in qualche modo si attrezzano da soli per superare le difficolt\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/14.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2880 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/14.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"552\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Oliver Jeffers, Nei guai, Zoolibri 2012\u00a0<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Sono in cerca di se stessi e del loro cane giallo, che pu\u00f2 avere la forma di un pinguino o di un alce.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/15.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2881 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/15.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"784\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Oliver Jeffers, This Moose belongs to me, Philomel Books 2012\u00a0<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div><i>&#8220;Ci sono bambini faticosi, odiosi, che non vogliono mai andare a dormire, bambini viziati che fanno solo quello che vogliono, bambini che a volte rompono i piatti, le scodelle e tutto il resto.&#8221;<\/i><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Sono loro, sono i bambini e le bambine di Isol. Lontani da ogni oleografia, non sono belli, non sono perfetti, non sono educati, non sono buoni, non sono gentili, non sono lisci, non sono comodi. Ma sono bambini, a tutti gli effetti.<\/div>\n<div>I bambini e le bambine di Isol raccontano il lato oscuro, l&#8217;indicibile.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/16.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2882 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/16.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"334\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Isol, El globo, Fondo de cultura economica 2002\u00a0<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Appartengono a quella categoria infantile che invece di apprendere le convenzioni, le smonta, che invece di adeguarsi, si oppone. Sono, quel che suol dirsi una spina nel fianco, un granello di sabbia in un ingranaggio che si vorrebbe perfetto, ma perfetto non \u00e8.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/17.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2883 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/17.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"332\" \/><\/a><\/div>\n<div><em>Isol, El globo, Fondo de cultura economica 2002\u00a0<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>Di Isol \u00e8 apprezzabile lo sguardo disincantato, cinico sui limiti dell&#8217;umanit\u00e0.<\/div>\n<div>Sempre graffiante, come i suoi disegni, lontani da ogni leziosit\u00e0, d\u00e0 una lettura del mondo inaspettata. Il suo umorismo, nero, \u00e8 destabilizzante. E in questo senso i suoi libri aprono sempre scenari nuovi su cui ragionare con i bambini.<\/div>\n<div>Con un segno di matita veloce, il pi\u00f9 delle volte impreciso, riesce a mettere sul foglio sempre grandi temi. Lo spunto di partenza \u00e8 sempre una risata, ma poi, come se la sua matita fosse un bisturi, taglia in profondit\u00e0 a voler guardare senza paura ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 dentro, senza timore e senza mai distogliere lo sguardo.<\/div>\n<div>E a proposito di sguardo, in quello di Heidelbach, di Lindgren, di Jeffers e di Isol mi pare sopravvissuto il guizzo imprendibile e scanzonato di ragazzo o di ragazza nascosto o nascosta in un corpo di adulto.<\/div>\n<div>A chi invece quello sguardo lo ha perso, cada pure la testa!<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/18.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2884 size-full\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/18.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"764\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><em>\u00a0Isol, La bella Griselda, Logos 2012<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I bambini e le bambine hanno un mistero dentro di s\u00e9 che li rende altro da noi adulti. 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