{"id":16250,"date":"2021-05-25T13:21:22","date_gmt":"2021-05-25T13:21:22","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=16250"},"modified":"2021-10-08T08:53:07","modified_gmt":"2021-10-08T08:53:07","slug":"promozione-della-lettura-chi-la-fa-intervista-a-martina-micillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=16250","title":{"rendered":"Promozione della lettura, chi la fa? &#8211; Intervista a Martina Micillo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">della redazione<\/span><\/p>\n<p>Riparte il ciclo di interviste (leggi\u00a0<a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?tag=intervista\" target=\"_blank\"><strong>QUI<\/strong><\/a>\u00a0le altre) a chi si occupa in prima persona di promozione della lettura: librai, bibliotecari, insegnanti, blogger, esperti di illustrazione e letteratura per ragazzi e per l\u2019infanzia. <strong>Martina Micillo<\/strong>, nata e vissuta fino all\u2019et\u00e0 di 19 anni a Formia, nel Golfo di Gaeta, si scopre amante delle storie, scrittrice di lettere e curiosa di luoghi, anche grazie ad una sorella maggiore lettrice e viaggiatrice. Si trasferisce a Roma, dove studia lettere moderne laureandosi con una tesi sulla narrativa di Antonio Tabucchi. Nel 2017 arrivano insieme la figlia Isabella, la proposta di ruolo nella scuola statale e la scoperta di una nuova didattica, il WRW &#8211; Writing and Reading Workshop: una terna epica che dura tutt\u2019ora. \u00c8 insegnante dell\u2019I.C. \u201cMarco Ulpio Traiano\u201d di Dragona, nella periferia sud di Roma, e dal 2020 formatrice in didattica della lettura a scuola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1) Fai una breve presentazione di te, del percorso che ti ha portato alla scoperta dei libri per bambini e ragazzi e all\u2019educazione alla lettura, alla promozione del tuo progetto e\/o delle tue attivit\u00e0 legate alla lettura.<\/strong><br \/>Sono un\u2019insegnante di <strong>scuola secondaria di primo grado<\/strong> (le \u201cvecchie\u201d medie per intenderci), <strong>dove insegno lettere<\/strong>. Ho scoperto \u2013 e in parte riscoperto \u2013 la letteratura per l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza grazie a mia figlia Isabella, ora bimba di 4 anni, per quanto riguarda il target infanzia, e grazie al gruppo di insegnanti denominato \u201cItalian Writing Teachers\u201d (IWT) \u2013 il quale pratica e diffonde in Italia la metodologia del laboratorio di lettura e scrittura maturato negli USA \u2013 per quanto riguarda il target adolescenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2) Quali sono gli ostacoli che hai incontrato (in generale e al tempo del Covid)? Come li hai superati? Chi o cosa ti ha aiutato?<br \/><\/strong>Quando si sceglie di fare della <strong>lettura un caposaldo del proprio insegnamento<\/strong>, evitando di confinarla all\u2019ora di narrativa settimanale, alle letture consigliate per le vacanze o ai brani antologici spesso ridotti, rimaneggiati e comunque decontestualizzati, si sceglie di intraprendere un percorso di cambiamento. <br \/>Questo significa: mettere su una<strong> biblioteca di classe<\/strong> investendo le proprie energie e risorse per fornirla di testi letterari contemporanei e diversificati; <strong>studiare \u2013 e tanto<\/strong> \u2013 per creare le condizioni per cui quei libri circolino nella classe, siano letti, discussi, scambiati, consigliati; <strong>leggere tanta narrativa per ragazzi<\/strong> per essere aggiornati ma anche per poter individuare quei testi che pensi possano funzionare nel contesto classe e sui quali si progettano percorsi di lettura a voce alta, comprensione ed analisi. Ritengo quindi che qualsiasi \u201costacolo\u201d, soprattutto personale, possa essere superato attraverso lo studio, l\u2019aggiornamento, la progettazione, l\u2019entusiasmo e la passione; per quanto riguarda invece eventuali ostacoli esterni, per il momento non ne ho incontrati di grossi. All\u2019inizio di quest\u2019anno, <strong>a causa del Covid<\/strong>, ci \u00e8 stato detto che non avremmo potuto tenere in classe i libri e consentirne lo scambio. Per questa ragione <strong>mi sono organizzata con una digitalizzazione del catalogo<\/strong> attraverso l\u2019applicazione di Anobii: ai ragazzi e alle ragazze chiedo di consultarlo e di comunicarmi il titolo scelto, che io porter\u00f2 loro l\u2019indomani. Naturalmente il libro utilizzato viene messo in quarantena per almeno 24 ore prima di essere eventualmente ripreso in prestito. Nella seconda parte dell\u2019anno, anche grazie ai chiarimenti ministeriali, abbiamo appreso che \u00e8 possibile avere in classe i libri e questo ha consentito di riportare l\u2019oggetto materiale in classe, promuovendo cos\u00ec una scoperta diretta del catalogo. Il Covid ha avuto poi un impatto anche sulle modalit\u00e0 di lettura: quella degli albi, anzich\u00e9 in cerchio, \u00e8 stata fatta dai propri banchi proiettando alla lavagna immagini significative del testo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Biblio_classe.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-16261\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Biblio_classe.jpg\" alt=\"Biblio_classe\" width=\"1440\" height=\"1440\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>3) Cosa consiglieresti agli insegnanti che vogliono realizzare iniziative come la tua?<\/strong><br \/>Potrei rispondere cos\u00ec:<strong> studiare, sperimentare, riflettere e condividere<\/strong> (che \u00e8 poi quello che, nella pratica, chiediamo anche ai nostri alunni e alunne). Per la sperimentazione \u00e8 necessario prendersi del tempo, per progettare prima, ma anche per realizzare poi: il tempo \u00e8 spesso nostro tiranno e a scuola sembra sempre di averne pochissimo. <strong>La riflessione e la condivisione sono altrettanto importanti<\/strong> in quanto tengono l\u2019orecchio in ascolto e da questo punto di vista Facebook, come social network, funziona davvero bene. Come anche l\u2019individuazione di quello che definiamo un \u201cdipartimento del cuore\u201d, magari a km (quasi) zero: colleghe e colleghi non necessariamente appartenenti alla nostra stessa scuola con i\/le quali abbiamo contatti pi\u00f9 stretti e riusciamo anche a studiare e scambiarci idee di persona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4) Cosa significa per te leggere? Perch\u00e9 lo ritieni importante?<\/strong><br \/>Leggere \u00e8 parte di me, dei miei bisogni, del mio modo di essere, della mia vita, della mia professione, delle mie relazioni. <strong>\u00c8 un\u2019attivit\u00e0 irrinunciabile e necessaria<\/strong>, attraverso la quale provo a comprendere me stessa, ma anche la storia, i sistemi, le persone, i rapporti, le emozioni. Io ricorro spesso ai libri o alle pubblicazioni per \u201cilluminare\u201d aspetti dell\u2019esistenza che mi sfuggono, che vorrei approfondire, sui quali ho bisogno di punti di vista differenti. Con le parole di Frank Serafini: \u201cLa letteratura illumina la vita. Reca significato alla nostra esistenza umana e ci aiuta ad affrontare il mondo in cui viviamo. Leggere letteratura \u00e8 un fine in se stesso, non semplicemente un mezzo per diventare un interprete competente\u201d (traduzione mia). La lettura offre quindi una possibilit\u00e0 di crescita costante come individui, \u00e8 fonte di rispecchiamento, allena l\u2019empatia verso gli altri, ci aiuta a orientare le nostre opinioni e le nostre scelte. E, accanto a tutto questo \u2013 che appunto gi\u00e0 di per s\u00e9 basterebbe \u2013 la lettura consente lo sviluppo del linguaggio e delle connessioni neurali, l\u2019accrescimento del lessico, dell\u2019organizzazione della frase. Se poi dovessi dire perch\u00e9, dal punto di vista dell\u2019insegnamento, la ritengo importante, aggiungo quanto segue: la lettura, in quanto <strong>risposta al nostro universale bisogno di storie<\/strong>, \u00e8 una pratica che genera motivazione, inclusione, contrasto alla dispersione. La lettura \u00e8, per me che insegno lettere, anche il bacino cui attingere per improntare attivit\u00e0 di scrittura perch\u00e9 come dice Pam Allyn: \u201cLeggere \u00e8 come inspirare, scrivere \u00e8 come espirare\u201d. Da quando, poi, ho scoperto la dimensione corale della lettura sia a casa, con mia figlia, che a scuola, assieme ai miei alunni e alle mie alunne, direi che la lettura rappresenta <strong>un piacere, un dono reciproco, uno strumento di conoscenza e di dialogo, una pratica di cittadinanza, di buona e solida comunicazione<\/strong> alla quale ora come ora non riuscirei pi\u00f9 a rinunciare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5) Come costruisci il tuo lavoro con i libri?<\/strong><br \/>Diciamo che i libri attraversano e sostengono un po\u2019 tutte le discipline che insegno e la <strong>gran parte del mio lavoro si ispira alla metodologia del Reading Workshop<\/strong> (RW). Leggo a voce alta uno o due romanzi l\u2019anno \u2013 romanzi di formazione, d\u2019avventura, gialli o anche altri generi \u2013 che trattano lo sviluppo di una storia per intero e dunque consentono una comprensione profonda dei meccanismi narrativi. <strong>Alla lettura a voce alta si alterna il confronto orale su quanto letto<\/strong> (ipotesi, anticipazioni, possibili interpretazioni) e si affiancano quasi sempre delle strategie di comprensione e di analisi del testo in forma orale o anche scritta, che sfociano alla fine della lettura in un lavoro di<strong> rielaborazione della storia letta<\/strong>: la stesura di una lettera al\/alla protagonista del romanzo, l\u2019ideazione di un finale alternativo, la creazione di una copertina alternativa, un commento. Dipende molto dal grado di apprendimento e dal tipo di lavoro che si \u00e8 svolto. <strong>La lettura a voce alta costituisce la pietra miliare della costruzione di una \u201ccomunit\u00e0 di lettori e lettrici\u201d<\/strong>: sin dai primi giorni di scuola il gruppo classe si struttura, tra una merenda e l\u2019altra, anche grazie alla lettura, alla condivisione, alla trepidante attesa del capitolo successivo. Oltre ai romanzi, <strong>leggo a voce alta anche gli albi illustrati<\/strong>: la presenza del doppio canale, scritto e grafico, apre a molteplici possibilit\u00e0 di interpretazione ma soprattutto \u00e8 fortemente inclusiva e declinabile, con attivit\u00e0 e richieste diverse, in tutti i gradi di scuola e in tutte le classi. Solitamente leggo a voce alta <strong>anche saggi o stralci di saggi<\/strong> che, soprattutto in storia e cittadinanza, consentono di affacciarsi alla conoscenza in modo autentico, attraverso le fonti e con un dettato coinvolgente. Di recente, ad esempio, ho affrontato la lettura quasi integrale del libro di Massimo Birattari <em>L\u2019Italia in guerra. 1915-1918 Niente sar\u00e0 come prima<\/em>, con le illustrazioni di Matteo Berton, per parlare con la mia terza della Prima guerra mondiale. I ragazzi ascoltavano rapiti il racconto dell\u2019attentato di Sarajevo e delle trincee, tanto che nel compito in classe hanno poi riportato passi del libro. <br \/>Parallelamente alla lettura a voce alta, <strong>promuovo la lettura autonoma, individuale e silenziosa attraverso un tempo fisso<\/strong> (sessioni da 10 minuti al giorno, di solito) in cui i ragazzi possono leggere un libro a loro scelta tra quelli presenti nella biblioteca di classe o presi altrove. Possono abbandonare il libro per un altro, staccare la lettura con una rivista (s\u00ec, nella biblioteca ci sono anche quelle: Internazionale Kids, ma anche National Geographic\u2026) o finire la lettura e decidere di parlarne ai compagni con una presentazione orale (booktalk) del tutto simile a quella che io faccio mediamente una volta a settimana per portare loro un libro che ho letto e inserirlo nella biblioteca di classe. Se inizia il passaparola su un libro \u00e8 la fine, tocca redigere liste di prenotazione!<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CamScanner-02-08-2021-09.43_2-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-16263\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CamScanner-02-08-2021-09.43_2-1.jpg\" alt=\"CamScanner 02-08-2021 09.43_2\" width=\"2972\" height=\"2211\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>6) Che caratteristica deve avere un progetto di promozione della lettura per essere veramente incisivo ed efficace nel tempo? Non esiste una formula magica ma, in base alla tua esperienza, come si fa a far nascere nei bambini\/giovani l\u2019abitudine (e poi il piacere) della lettura?<br \/><\/strong>Mah, io credo che ciascuna abitudine nasca laddove ci sono degli stimoli forti a farla nascere. Ascoltare <strong>un\u2019insegnante appassionata di libri<\/strong> che ne parla, li sfoglia, li cita, li richiama e li offre loro senza obblighi o pressioni valutative \u00e8 gi\u00e0 un buon inizio. Fare qualcosa in cui il gruppo si riconosce, attraverso cui consolida le relazioni e trova interessi comuni \u00e8 un altro punto a favore. <strong>Esplorare le biblioteche e le librerie specializzate, partecipare ad incontri con gli autori o a concorsi e tenere laboratori con esperti del settore aumenta la qualit\u00e0 e la completezza dell\u2019esperienza<\/strong>. Fondamentale \u00e8 poi offrire tante possibilit\u00e0: dal romanzo alla raccolta di poesie, dall\u2019albo al saggio, dalla graphic novel alla raccolta di racconti. Ciascuno deve poter trovare \u201cla poltrona\u201d su cui sta pi\u00f9 comodo e partire. Tutto sta nel partire. Ad un\u2019alunna che si \u00e8 aperta dicendomi: \u201cProf, a me leggere non piace, non la trovo un\u2019attivit\u00e0 interessante e mi viene difficile\u201d ho risposto, rassicurandola, che la mente umana non sarebbe programmata per la lettura, che infatti ci richiede grandi sforzi. E l\u2019ho incoraggiata dicendo: continuiamo, continua a <strong>cercare il libro che fa per te<\/strong>, e quando l\u2019avrai trovato, vedrai che comincerai anche tu questo fantastico viaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>7) Quali sono secondo te i fattori che contribuiscono ad ottenere nei giovani un rapporto sano con l\u2019oggetto libro\/con la lettura?<\/strong><br \/>L\u2019ormai famoso e aggiungerei fondamentale decalogo di Gianni Rodari, <em>Nove modi per insegnare ai bambini ad odiare la lettura<\/em>, contiene gi\u00e0 in s\u00e9 alcune risposte fondamentali a questa domanda, poich\u00e9 ci dice anzitutto cosa disturba e compromette questo rapporto. <br \/>Come accennavo prima, <strong>evitare l\u2019obbligo<\/strong> ed evitare anche il giudizio moralistico sulla tipologia, la quantit\u00e0 e i tempi di lettura. Far diventare la lettura un\u2019abitudine proponendo attivit\u00e0 ricorrenti; <strong>lasciarla libera dalla valutazione<\/strong>, spingendo chi legge a \u201cgustarsi\u201d la storia senza pensare di dover poi rispondere a domande di comprensione o dover compilare noiose e inutili schede libro. <strong>Coltivare questa pratica in famiglia<\/strong>, lasciandosi uno spazio magari anche piccolo per leggere dei libri insieme e conversarne; <strong>diversificare<\/strong> le tipologie per poi magari trovare un genere o un autore ideale e affezionarsi a quello; graduare e diversificare le letture per attitudine, personalit\u00e0, processo di maturazione, capacit\u00e0 di concentrazione, <strong>intercettare quindi i loro (mutevoli) bisogni ed accompagnare pian piano la formazione di un gusto personale<\/strong>; trasformare la lettura in un\u2019attivit\u00e0 sociale, di <strong>condivisione<\/strong> con il gruppo classe e con gli amici; guidare i lettori verso la consapevolezza che la lettura \u00e8 la possibile chiave di una relazione profonda con gli altri e con se stessi, che ogni libro contiene una storia che loro scrivono insieme all\u2019autore, che <strong>il libro non \u00e8 un oggetto morto ma estremamente vivo<\/strong>, parlante, pulsante emozioni cui loro possono abbeverarsi nel corso del cammino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>8) Hai in mente nuovi progetti legati all\u2019educazione della lettura?<\/strong><br \/>Mi piacerebbe fare molte cose. Sicuramente per l\u2019anno a venire<strong> vorrei programmare letture a voce alta e prevedere l\u2019incontro con l\u2019autore\/autrice<\/strong>, ma al contempo sento il bisogno di lavorare con le classe anche alla <strong>scoperta di come si fa un libro<\/strong>, della filiera produttiva e del lavoro di redazione, per una maggiore consapevolezza ma anche per una forma di orientamento, perch\u00e9 no. E poi, Covid permettendo, mi piacerebbe <strong>sperimentare i gruppi di lettura in classe<\/strong> e continuare il lavoro cominciato due anni fa con le colleghe della primaria e dell\u2019infanzia per progettare l\u2019educazione alla lettura in modo verticale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>9) Quanto \u00e8 importante la formazione sull\u2019educazione alla lettura? Perch\u00e9?<br \/>La formazione continua \u00e8 la base per una trasformazione radicale del proprio insegnamento<\/strong>, affinch\u00e9 questo sia sempre pi\u00f9 sensato ed efficace. Per quanto riguarda l\u2019educazione alla lettura, la formazione \u00e8 fondamentale per ampliare le conoscenze bibliografiche e quindi le potenzialit\u00e0 di far avvicinare i ragazzi alla lettura; per conoscere ed applicare a nostra volta pratiche didattiche valide e condivise, ma anche per conoscere quello che c\u2019\u00e8 dietro (le neuroscienze, ad esempio). Per questo motivo bisogna <strong>cercare il pi\u00f9 possibile corsi che siano operativi<\/strong>, che diano la possibilit\u00e0 di \u201cmettere le mani in pasta\u201d, anche se in quest\u2019anno disgraziato \u00e8 difficile a causa della distanza. La distanza \u00e8 stata per\u00f2 anche un forte stimolo al cambiamento, alla ricerca di soluzioni di cui, adesso, non potremmo pi\u00f9 fare a meno. Faccio un esempio: le lezioni tenute dai pi\u00f9 illustri esperti in materia di educazione alla lettura al Salone di Torino si sono tenute online, a numero chiuso, ma sono poi state fruibili sulla piattaforma Salto+. Un\u2019occasione imperdibile \u2013 e gratuita, tra l\u2019altro \u2013 che consiglio davvero a tutti coloro che lavorano come educatori di andare a recuperare. <br \/>Per una solida formazione \u00e8 necessario <strong>affidarsi agli esperti e alle esperte del settore<\/strong> che, attraverso molteplici canali \u2013 alcuni dei quali liberamente fruibili come blog o canali video \u2013 offrono numerosi stimoli e strumenti. Mi riferisco a persone come Nicola Galli Laforest, dell\u2019Associazione Hamelin, Matteo Biagi di qualcunoconcuicorrere.org, Alice Bigli di Mare di Libri e Allenatori di lettura, Roberta Favia di Teste Fiorite, Federico Batini, esperto di lettura ad alta voce, tutto il gruppo IWT ma in particolare Jenny Poletti Riz, Silvia Pognante, Stefano Verziaggi, Daniela Pellacani, Loretta De Martin, Linda Cavadini, Agnese Pianigiani, Romina Ramazzotti. Si tratta di persone eccezionali, che stanno svolgendo, ciascuna con la loro specifica professionalit\u00e0, un grande lavoro di divulgazione dell\u2019educazione alla lettura in Italia e che auguro a tutti quelli che si incamminano di incontrare sulla propria strada. Accanto a questo, naturalmente, ci sono le <strong>riviste specializzate<\/strong> come Liber, Andersen o le<strong> pubblicazioni di settore internazionali<\/strong>, come quelle di Marianne Wolf, Aiden Chambers, Frank Serafini, solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10) Hai partecipato a qualche iniziativa promossa dal centro per il libro e la lettura? Se s\u00ec, racconta com\u2019\u00e8 andata.<\/strong><br \/>A novembre ho preso parte all\u2019iniziativa \u201c<strong>Libriamoci a scuola<\/strong>\u201d con la mia classe prima. <br \/>Ho proposto loro la lettura di un albo illustrato, <em>I fantastici libri volanti di Mr Morris Lessmore<\/em> di William Joyce (edito da Rizzoli): la storia del bibliotecario che si prende cura dei libri e delle persone, scrivendo il libro della sua vita, ha scatenato curiosit\u00e0, meraviglia, immedesimazione e ipotesi fantastiche. <br \/>Accanto alla lettura, <strong>abbiamo portato avanti una conversazione sulla storia ma anche delle attivit\u00e0 scritte, per iniziare a mettere in valigia strumenti di comprensione del testo<\/strong> che ci saranno utili nel tempo. Ho chiesto infine alle alunne e agli alunni di scegliere una citazione sulla lettura o di inventarne una propria, con la quale realizzare un segnalibro. Alessio ha scritto: \u201cUn libro \u00e8 come un\u2019esperienza. Dopo un po\u2019 finisce, ma in mente ti resta\u201d. Di questa attivit\u00e0 \u2013 per la quale mi sono ispirata alle pratiche del gruppo IWT \u2013 ci \u00e8 rimasta l\u2019impressione forte di una comunit\u00e0, la nostra, che stava nascendo e muovendo i primi passi. I passi \u2013 non sporadici, non episodici \u2013 di un percorso che tracceremo insieme con fatica, ma soprattutto con gusto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11) Quali sono le caratteristiche che un libro per ragazzi deve avere per essere un buon libro?<br \/>Raccontare bene una storia<\/strong>, che lo faccia attraverso le immagini, le parole o entrambe; contenere molteplici temi e <strong>proporre diversi punti di vista sulla realt\u00e0<\/strong>, tra cui senz\u2019altro quello di un coetaneo di chi legge, meglio se il protagonista della storia; lasciare a chi legge <strong>la possibilit\u00e0 di interpretare la storia<\/strong> senza forzarne la lettura, <strong>evitando di ammiccare a stereotipi o suggerendone il valore \u201cdidattico\u201d<\/strong>. Aggiungo, oltretutto, che <strong>deve essere scritto bene<\/strong>: se \u00e8 \u201cletteratura per ragazzi\u201d (etichetta sulla quale si discute molto) non significa che si debba giocare al ribasso nelle scelte sintattiche e lessicali. Ricordo ancora con grande piacere alcune sessioni di lettura di novembre nelle quali, con la mia terza, abbiamo letto a voce alta il romanzo <em>The Frozen Boy<\/em>\u00a0di Guido Sgardoli (edito da San Paolo): un romanzo che, a partire dalla scelta di non essere diviso in capitoli ma in tre grandi parti, presenta un discorso ricco di ipotassi, con un dettato stilistico alto e un lessico ricercato. Ne venne fuori una lezione sulle metafore in prosa che si \u00e8 poi rivelata fondamentale per interpretare il simbolismo nel romanzo. Io stessa \u2013 e lo rievoco spesso con i miei alunni \u2013 ho imparato grazie a quel libro che il verso del gabbiano urlatore si chiama berciare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12) Quali sono per te i tre libri pi\u00f9 belli per ragazzi dagli 11 ai 14 anni?<\/strong><br \/>Questa \u00e8 una domanda veramente difficile. Potrei stare a ragionarci intere settimane, lascerei comunque fuori tantissimi libri, non solo per averli letti e dovendomi limitare, ma anche per non averli ancora letti: sto pian piano recuperando grandi titoli ma naturalmente devo bilanciarmi tra nuove uscite e \u201cmust have\u201d. Quindi rispondo cos\u00ec: <strong><em>John della notte<\/em><\/strong>\u00a0(Equilibri) <strong>di Gary Paulsen<\/strong>, un lungo racconto sulla figura di uno schiavo istruito che, nella seconda met\u00e0 dell\u2019800, prova ad emancipare gli altri insegnando loro a leggere e a scrivere. Il soggetto \u00e8 gi\u00e0 enorme di per s\u00e9, ma nella penna asciutta e ritmata di Paulsen diventa una storia indimenticabile. <strong><em>Cuori di Waffel<\/em>\u00a0di Maria Parr<\/strong> (Beisler): la storia di Lena e Trille, due vicini di casa che, nella baia di Martinfranta, ne combinano di tutti i colori nell\u2019arco di quattro stagioni. Il tempo \u00e8 scandito da eventi eccezionali, come la festa estiva, ma anche molto ordinari, come la zia-nonna che prepara loro dei gustosi waffel. In un anno i due faranno qualche passo in pi\u00f9 nel mondo degli adulti e noi siamo spettatori di queste trasformazioni che l\u2019autrice sa cogliere con un linguaggio essenziale e allo stesso tempo autentico. Infine, <strong><em>Prima che sia notte<\/em>\u00a0di Silvia Vecchini<\/strong> (Bompiani), arricchito dalle illustrazioni di Sualzo: tra prosa e poesia, la storia di Emma e del fratello Carlo che non sente e vede solo da un occhio. \u00c8 complicato parlare di questo libro perch\u00e9 l\u2019autrice ha trovato un modo per dar voce a situazioni di vita quotidiane \u2013 in questo caso, oltre alle amicizie e alla famiglia, la LIS, la malattia \u2013 attraverso un \u201calfabeto sentimentale\u201d che travolge con la sua densit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13) Parlando di educazione e promozione alla lettura quanto pensi sia importante creare una rete tra la scuola, la famiglia, biblioteche e librerie?<\/strong><br \/>Importantissimo. Come sostiene anche Aidan Chambers \u2013 che ha affrontato di recente l\u2019argomento al Salone di Torino \u2013 <strong>un\u2019 insegnante che voglia intraprendere un percorso costante e strutturato di educazione alla lettura ha bisogno del sostegno di chi si occupa costantemente di libri<\/strong>, di bibliografie, di novit\u00e0 e recuperi editoriali. In una parola: di professionisti del settore. Librai e bibliotecari hanno poi il vantaggio di potersi relazionare ai ragazzi e alle ragazze al di fuori del contesto scolastico e del sistema valutativo ad esso collegato, pertanto hanno maggiore libert\u00e0 di \u201cmovimento\u201d. Con le famiglie il discorso \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 complesso: possiamo coinvolgerle nell\u2019arricchimento della biblioteca di classe, proporre loro la partecipazione a eventi o progetti, ma non si tratta di educazione alla lettura, semplicemente di una partecipazione episodica ed esterna alle attivit\u00e0 suggerite dal corpo docente. L\u2019abitudine alla lettura, quando non sviluppata sin dall\u2019infanzia nel contesto familiare, \u00e8 pi\u00f9 difficile da strutturare, principalmente per gli adulti. <strong>L\u2019anello debole della rete \u00e8 spesso quello: se a casa non ci sono libri e se la mamma e il pap\u00e0 non leggono, manca un aspetto fondamentale affinch\u00e9 la lettura sia concepita e avvertita come bisogno a vita<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>14) Che cosa si pu\u00f2 fare di pi\u00f9 per portare la lettura in contesti di povert\u00e0 educativa?<br \/><\/strong>In ambito scolastico indubbiamente <strong>investire nella formazione del corpo docente<\/strong> sulle pratiche pi\u00f9 motivanti e inclusive e <strong>stanziare fondi o partecipare a progetti per la creazione di biblioteche di classe<\/strong>, dunque per l\u2019acquisto di testi che siano il pi\u00f9 possibile adeguati ed incisivi rispetto al contesto socio-culturale. \u00c8 fondamentale che i ragazzi e le ragazze trovino educatori appassionati e competenti da un lato, ma che abbiano anche a disposizione spazi e tempi per frequentare i libri, per scegliere le loro storie e sviluppare pian piano l\u2019abitudine. <strong>Ideale sarebbe che la lettura<\/strong>, com\u2019\u00e8 scritto nelle Indicazioni nazionali, <strong>fosse praticata quale insegnamento trasversale alle varie discipline<\/strong>, competenza da maturare non solo nell\u2019ora di lettere ma anche in quella di tecnologia, musica, scienze e cos\u00ec via. Preferendo sempre un libro \u2013 magari ben illustrato \u2013 che racconti una storia dall\u2019inizio alla fine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>15) Qual \u00e8 il tuo libro preferito di sempre?<\/strong><br \/>Anche questa \u00e8 una bella domanda! Ho alcuni libri del cuore, probabilmente sceglierei <strong><em>Una questione privata<\/em>\u00a0di Beppe Fenoglio<\/strong>: l\u2019intreccio tra le vicende di due giovani che si innamorano negli anni della Resistenza, con tutto ci\u00f2 che questo comporta, narrate con un ritmo e una lingua in cui tout se tient. Faccio completamente mie le parole che ebbe a scriverne Italo Calvino: \u201cUna questione privata \u00e8 costruito con la geometrica tensione d\u2019un romanzo di follia amorosa e cavallereschi inseguimenti come l\u2019Orlando furioso, e nello stesso tempo c\u2019\u00e8 la Resistenza proprio com\u2019era, di dentro e di fuori, vera come mai era stata scritta [\u2026] ed \u00e8 un libro di paesaggi, ed \u00e8 un libro di figure rapide e tutte vive, ed \u00e8 un libro di parole precise e vere. Ed \u00e8 un libro assurdo, misterioso, in cui ci\u00f2 che si insegue, si insegue per inseguire altro, e quest\u2019altro per inseguire altro ancora e non si arriva al vero perch\u00e9.\u201d Indimenticabile, a parer mio, la capacit\u00e0 di Fenoglio di rendere la nebbia piemontese una di queste figure, un \u201cmare di latte\u201d determinante non solo nell\u2019ambientazione della vicenda ma nell\u2019ingranaggio della stessa.<\/p>\n<p><strong>16) Qual \u00e8 la tua citazione letteraria preferita?<\/strong><br \/>\u201cLa poesia \u00e8 per l\u2019uomo ci\u00f2 che il coro \u00e8 per il teatro greco \u2013 modo d\u2019agire dell\u2019anima bella, ritmica \u2013 voce che accompagna il nostro io creatore \u2013 gita al paese della bellezza \u2013 lieve traccia del dito dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 norma libera \u2013 vittoria sulla rozza natura in ogni parola. \u2013 La sua spiritosit\u00e0 \u00e8 espressione di attivit\u00e0 libera indipendente \u2013 volo \u2013 umanizzazione \u2013 illuminazione \u2013 ritmo \u2013 arte.\u201d \u00c8 <strong>una citazione di Novalis a cui sono particolarmente legata: la ricopiai su un quadretto ai tempi del liceo<\/strong> e la appesi in camera. Mi accompagna da allora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>della redazione Riparte il ciclo di interviste (leggi\u00a0QUI\u00a0le altre) a chi si occupa in prima persona di promozione della lettura: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16266,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[2,174],"tags":[102,59],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16250"}],"collection":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16250"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16250\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16268,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16250\/revisions\/16268"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/16266"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}