{"id":15917,"date":"2021-03-11T22:50:13","date_gmt":"2021-03-11T22:50:13","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15917"},"modified":"2021-03-11T22:50:13","modified_gmt":"2021-03-11T22:50:13","slug":"vita-morte-e-miracoli-di-gabriele-dannunzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15917","title":{"rendered":"Vita, morte e miracoli di Gabriele d&#8217;Annunzio"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">di Angelo Piero Cappello &#8211; Direttore del Centro per il libro e la lettura<\/span><\/p>\n<p>Centocinquattotto anni fa, <strong>il 12 marzo 1863<\/strong>, <strong>nasceva<\/strong> in corso Manthon\u00e9, a Pescara, <strong>Gabriele d\u2019Annunzio<\/strong>. Pi\u00f9 tardi, lui stesso avrebbe inventato di essere nato a bordo di una imbarcazione in navigazione sull\u2019Adriatico, per accreditare una predestinazione all\u2019avventura, al rischio, al pericolo, al coraggio e alle grandi vittorie: ecco, di questa differenza tra il reale vissuto biografico dello scrittore (la nascita in un vicolo anonimo della provincialissima Pescara) e la leggendaria vita inimitabile del personaggio d\u2019Annunzio (una fantasiosa nascita in mare) si nutrir\u00e0 non solo l\u2019aneddotica del tempo, ma tutta la futura interpretazione della vita e dell\u2019arte di questo straordinario protagonista della nostra letteratura novecentesca. E s\u00ec che, in questa curiosa \u2018costruzione\u2019 della leggenda del personaggio, d\u2019Annunzio ha avuto una parte importante ma il fatto \u00e8 che le fantasie sul personaggio \u201ccreato\u201d hanno finito per sovrastare la verit\u00e0 sulla persona reale fino a trasformare lo scrittore nel prigioniero di se stesso e della propria immagine, vittima come egli stesso ebbe a confessare del \u00ab\u2026fastidio &#8211; che oggi \u00e8 quasi l&#8217;orrore &#8211; d&#8217;essere stato e di essere Gabriele d&#8217;Annunzio\u2026 avvinto al passato e costretto al futuro di essa esistenza\u2026\u00bb. Insomma, <strong>la maschera e il volto, la leggenda e la realt\u00e0, il mito che ha finito per diventare tutt\u2019uno con la vita<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15970\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Progetto-senza-titolo-2.png\" alt=\"Progetto senza titolo (2)\" width=\"1639\" height=\"669\" \/><em>Gabriele d&#8217;Annunzio a sette anni<\/em><\/p>\n<p>A undici anni viene mandato in collegio, per realizzare una solida formazione culturale come si conviene ai rampolli della buona borghesia: anche qui, manco a dirlo, <strong>nella ricostruzione autobiografica fantastica il poeta si autorappresenta come il capobanda di un masnada di avventurieri, studenti temerari<\/strong> che sfidano l\u2019autorit\u00e0 dei professori, guidati da un fanciullo gi\u00e0 predestinato al comando, alla leadership indiscussa e indiscutibile, un ragazzo prodigio e gi\u00e0 esteta, raffinato, colto e irresistibile seduttore; <strong>nella realt\u00e0, si tratta di un bravo ragazzo, studiosissimo e attento<\/strong>, rispettoso delle regole e dal rendimento scolastico altissimo. Dopo aver pubblicato, a spese di pap\u00e0, <strong>il suo primo libro di poesie<\/strong> (<strong><em>Primo vere<\/em><\/strong>, 1880) si diffonde la notizia che il giovane e promettente poeta \u00e8 morto a causa di una accidentale caduta da cavallo. Manco a dirlo, la notizia \u00e8 falsa e promossa dallo stesso interessato per far parlare di s\u00e9 e del suo volumetto di versi. Scrive quindi a Carducci, e si presenta come il poeta del futuro, chiamato e destinato a grandi opere.<\/p>\n<p><strong>A Roma<\/strong>, dove si recher\u00e0 per iscriversi all\u2019Universit\u00e0 (dove, per\u00f2, non metter\u00e0 mai piede), il giovane <strong>si dedica a frequentazioni altolocate e colte, tra ricevimenti mondani e redazioni di giornali<\/strong>. Seduce e sposa la duchessina Maria Hardouin di Gallese, ma intanto avvia una lunga carriera di scrittore pubblicando <strong>il suo primo romanzo <em>Il piacere<\/em><\/strong>. \u00c8 il 1889: anno in cui si conclude la parabola discendente del verismo nostrano con la pubblicazione del <em>Mastro don Gesualdo <\/em>di Verga, e in cui si avvia la parabola ascendente del simbolismo nel romanzo con quello che, a buon diritto, si pu\u00f2 considerare il primo romanzo del Novecento letterario italiano.<\/p>\n<p>Le vicende biografiche di Gabriele d\u2019Annunzio, per scelta stessa dello scrittore, non verranno mai ad essere disgiunte dalla sue vicende letterarie: cos\u00ec amori e letteratura, clamori e poesia, azioni e contemplazioni, gesto e testo costituiranno, d\u2019ora in poi, la <strong>materia indissolubile di arte e vita<\/strong> di questo straordinario personaggio. Mentre il romanziere consolida il successo con <strong><em>Giovanni Episcopo<\/em><\/strong> e con<strong> <em>L\u2019Innocente<\/em> <\/strong>(1892), il poeta fornisce nuovi argomenti di scandalo prima con <strong><em>Canto novo<\/em><\/strong> (1881), <strong><em>Intermezzo di rime <\/em><\/strong>(1884), l\u2019<strong><em>Isaotta Guttadauro<\/em><\/strong> (1886) e poi con un falso cambiamento di toni, modi e temi poetici con il <strong><em>Poema paradisiaco <\/em><\/strong>(1893). Intanto, la vita privata dissoluta, dispendiosa e senza regole lo spinge a tentare anche l\u2019esperienza politica quale candidato al parlamento d\u2019Italia, insieme ad un avvicinamento alla massoneria. Nel frattempo, la vena poetica sgorga ricca e felice, producendo la sua opera in assoluto pi\u00f9 famosa, il libro di <strong><em>Alcyone<\/em><\/strong> (1903), da cui \u00e8 tratta la poesia che tutti leggono a scuola: <em>La pioggia nel pineto,<\/em> vero e proprio capolavoro di poesia contemporanea in cui la musicalit\u00e0, tessuta su elementi non solo ritmici e di rima, ma su assonanze e ricorrenti onomatopee, si mostra come struttura portante dell\u2019intero componimento. Ma a tutto questo dovr\u00e0 rinunciare quando, travolto dai debiti, sar\u00e0 costretto a lasciare l\u2019Italia e la villa da lui presa in affitto con Eleonora Duse sui colli fiorentini, la \u201cCapponcina\u201d, per riparare in Francia lontano dagli invadenti e sempre pi\u00f9 aggressivi creditori. L\u00ec abiter\u00e0 tra Parigi e la landa oceanica di Arcachon, dove completer\u00e0 opere teatrali e scriver\u00e0 la <strong><em>Contemplazione della morte<\/em><\/strong> (1912) e alcuni scritti giornalistici per il \u201cCorriere della sera\u201d che raccoglier\u00e0, solo pi\u00f9 tardi, in due tomi, nel 1924 e nel 1928, sotto lo stesso titolo di <strong><em>Faville del maglio<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15972\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Progetto-senza-titolo-3.png\" alt=\"Progetto senza titolo (3)\" width=\"1639\" height=\"669\" \/><em>Gabriele d&#8217;Annunzio e i suoi cani nel giardino della Capponcina<br \/>Photo by Photoservice Electa\/UIG\/Rex<\/em><\/p>\n<p>Nel 1914, per\u00f2, la situazione politica internazionale precipita e Gabriele d\u2019Annunzio, convinto della necessit\u00e0 dell\u2019intervento italiano nella guerra al fine di completare il percorso risorgimentale di progressiva liberazione delle terre irredente e consolidamento dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, rientra in Patria per chiamare il suo popolo alla guerra: una guerra che, con sprezzo del pericolo, combatter\u00e0 anche in prima persona nonostante l\u2019et\u00e0 non fosse pi\u00f9 quella adatta all\u2019impresa. Incursioni aeree, navali e via terra caratterizzeranno l\u2019avventura bellica di Gabriele d\u2019Annunzio che si rifiuter\u00e0 di entrare nei panni del poeta da scrittoio avendo sempre voluto la perfetta coincidenza tra pensiero e azione. Quando, al termine della guerra, nell\u2019ambito della Conferenza di pace di Parigi nel 1919,\u00a0 l\u2019Italia mostrer\u00e0 di non saper imporre agli altri paesi l\u2019integrale rispetto del Patto di Londra (1915), d\u2019Annunzio grider\u00e0 che la vittoria dell\u2019Italia si poteva considerare \u201cmutilata\u201d con la perdita di Fiume e della Dalmazia. E decider\u00e0 di organizzare un piccolo esercito per tentare la conquista di Fiume, dove fonder\u00e0, per l\u2019intera regione del Carnaro, una sorta di governo provvisorio detto \u201cReggenza\u201d e fondato su una nuova costituzione (<em>La Carta del Quarnaro<\/em>) scritta dall\u2019anarchico Alceste De Ambris. Solo l\u2019intervento dell\u2019esercito, con il rischio di centinaia di morti italiani, costringer\u00e0 d\u2019Annunzio ad abbandonare la citt\u00e0 dalmata e riparare in Italia dove trover\u00e0 dimora presso il lago di Garda, in una casa colonica requisita ai tedeschi dal Governo italiano e che lui trasformer\u00e0 nel monumentale \u201cVittoriale degli Italiani\u201d.<\/p>\n<p>Recluso in quella dorata prigione sul Garda, d\u2019Annunzio non parteciper\u00e0 pi\u00f9 alla vita pubblica, lontano dai clamori e dalle polemiche politiche, preferendo dedicare <strong>gli ultimi anni della sua vita alla sistemazione delle sue ultime opere<\/strong> letterarie. Escono infatti nel 1921 il <strong><em>Notturno<\/em><\/strong>, nel 1924 il primo tomo delle <em>Faville del maglio<\/em> intitolato <strong><em>Il venturiero senza ventura e altri studii del vivere inimitabile<\/em><\/strong>, nel 1928 il secondo tomo intitolato <strong><em>Il compagno dagli occhi senza cigli<\/em><\/strong>, e, infine, nel 1935, il volume <strong><em>Cento e cento e cento e cento pagine del Libro segreto di Gabriele d\u2019Annunzio tentato di morire<\/em><\/strong>. La morte sarebbe sopraggiunta tre anni pi\u00f9 tardi, il 1 marzo 1938, per emorragia cerebrale forse dovuta ad un eccesso di uso di cocaina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15973\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Progetto-senza-titolo-4.png\" alt=\"Progetto senza titolo (4)\" width=\"1640\" height=\"924\" \/><\/strong><em>D&#8217;Annunzio nello studio della sua villa, 1895<\/em><br \/><em>\u00a9MP\/Leemage<\/em><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>RILEGGERE D&#8217;ANNUNZIO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rileggere d\u2019Annunzio a scuola<\/strong> non \u00e8 impresa facile, anche per la distanza storica e la diversit\u00e0 di linguaggio che separa l\u2019opera dello scrittore di Pescara dalla lingua contemporanea. I docenti, per\u00f2, potranno identificare, anche a seconda del grado di scuola, percorsi di lettura \u201ctematici\u201d che possano guidare gli studenti alla scoperta della ricchezza straordinaria della letteratura e delle sue potenzialit\u00e0 mimetiche e rappresentative del mondo emozionale che ognuno di noi ha dentro.<\/p>\n<p>Per gli studenti delle <strong>scuole secondarie di primo grado<\/strong> la rilettura di <strong>novelle abruzzesi, messe a confronto<\/strong> e a contrasto<strong> con le novelle siciliane di Verga e Capuana<\/strong>, potr\u00e0 fornire spunti per affrontare il <strong>tema delle tradizioni popolari, della cultura agricola e contadina del secolo scorso<\/strong> dove si consumavano riti, miti e credenze di cui ancora oggi si ha qualche traccia: il confronto, ad esempio, della novella <em>Dalfino<\/em> (tratta dalla raccolta <em>Terra Vergine<\/em>, di d\u2019Annunzio) con <em>Rosso malpelo <\/em>(tratta dalla raccolta <em>Vita dei campi<\/em>, di Verga) potr\u00e0 essere tutto giocato sulle apparenti somiglianze dei due protagonisti, sulle somiglianti modalit\u00e0 stilistiche usate dai due scrittori per rappresentare i loro personaggi \u2018del popolo\u2019 (ad esempio, il frequente ricorso all\u2019epanalessi, che ancora oggi caratterizza il linguaggio parlato o il dialetto) per poi mostrare la differenza dei risultati raggiunti nelle rispettive novelle sulla base delle diverse tipologie di aggettivazioni usate (nel primo, l\u2019aggettivazione ricca e a tinte forti; nel secondo, un\u2019aggettivazone scarna ed essenziale).<\/p>\n<p>Per gli studenti dell\u2019ultimo anno delle <strong>scuole secondarie di secondo grado<\/strong>, invece, sar\u00e0 opportuno proporre un discorso che possa prendere le mosse proprio dalla falsa leggenda che avvolge il personaggio d\u2019Annunzio: si potr\u00e0 procedere a mostrare molto evidentemente la realt\u00e0 umana e artistica di uno scrittore che ha garantito la sprovincializzazione della letteratura italiana inserendosi per la prima volta nel grande flusso della letteratura europea: <strong><em>Il piacere<\/em><\/strong>, ad esempio, purch\u00e9 non letto solo nelle sue apparenze di testo rappresentativo del pi\u00f9 vacuo estetismo decadente, ma cogliendovi tutti quegli elementi del simbolismo europeo che d\u2019Annunzio \u2018importa\u2019 in Italia dai maestri europei del romanzo simbolista (Amiel, Bourget, Barr\u00e9s) e che costituiranno la cifra segreta della sua restante prosa fino al <em>Notturno<\/em> e al <em>Libro segreto<\/em>. Sul versante della poesia, <strong>una selezione di testi poetici \u2018simbolisti\u2019 potr\u00e0 far emergere la novit\u00e0 assoluta del linguaggio poetico dannunziano<\/strong> rispetto alla tradizione carducciana: testi dal <em>Poema paradisiaco<\/em> e da <em>Alcyone<\/em> potranno fornire utile supporto a lezioni di metrica e ritmica del testo poetico, unitamente alla individuazione di quelle figure retoriche che ancor oggi sono presenti in abbondanza nel linguaggio della pubblicit\u00e0: le onomatopee, le assonanze, le annominazioni, le paronomasie ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15977\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Progetto-senza-titolo-5.png\" alt=\"Progetto senza titolo (5)\" width=\"1633\" height=\"851\" \/><em>Registrazione dell&#8217;atto di nascita di Gabriele d&#8217;Annunzio avvenuta a Pescara il 13 marzo 1863 <\/em><br \/><em>AS Pescara, Fondo stato civile<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p><strong><u>Bibliografia consigliata<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Opere di d\u2019Annunzio<\/strong><br \/><em>Tutte le novelle<\/em>, Roma, Newton Compton, 1995<br \/><em>Il piacere<\/em>, Milano, Mondadori, 2016<br \/><em>Giovanni Episcopo<\/em>, Firenze, Edimedia, 2019<br \/><em>L\u2019Innocente<\/em>, Roma, Newton Compton, 2011<br \/> <em>Notturno<\/em>, Milano, Mondadori, 1995\u00a0<br \/><em>Libro segreto<\/em>, Milano, Rizzoli, 2010\u00a0<br \/><em>Poesie<\/em>, Milano, Rizzoli, 2011<br \/><em>Il fastello della mirra<\/em>, Roma, Bibliotheka, 2018<\/p>\n<p><strong>Opere su d\u2019Annunzio<\/strong> <br \/>Giorgio Barberi Squarotti, <em>Invito alla lettura di Gabriele d\u2019Annunzio<\/em>, Milano, Mursia, 1990<br \/>Gianni Oliva, <em>D\u2019Annunzio<\/em>, Milano, Mondadori 2020<br \/>Raffella Bertazzoli, <em>Gabriele d\u2019Annunzio<\/em>, Firenze, Le Monnier<br \/>Cristina Montagnani-Pierandrea De Lorenzo, <em>Come lavorava d\u2019Annunzio<\/em>, Roma, Carocci, 2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Angelo Piero Cappello &#8211; Direttore del Centro per il libro e la lettura Centocinquattotto anni fa, il 12 marzo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15979,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[2,19],"tags":[79,165,26,39],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15917"}],"collection":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15917"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15917\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15991,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15917\/revisions\/15991"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}