{"id":15874,"date":"2021-03-05T20:47:39","date_gmt":"2021-03-05T20:47:39","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15874"},"modified":"2021-10-08T08:53:11","modified_gmt":"2021-10-08T08:53:11","slug":"intervista-ai-libri-di-camilla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15874","title":{"rendered":"Intervista ai Libri di Camilla"},"content":{"rendered":"<p>La redazione di <em>Libriamoci<\/em> ha intervistato <strong>Sante Bandirali<\/strong> di <a href=\"http:\/\/www.uovonero.com\/\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Uovonero<\/strong><\/span><\/a> e del progetto editoriale <em>i <strong>Libri di Camilla\u00a0<\/strong><\/em>&#8211; Collana di Albi Modificati Inclusivi per Letture Liberamente Accessibili.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/testata-wordpress-camilla-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15881\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/testata-wordpress-camilla-1.jpg\" alt=\"testata-wordpress-camilla\" width=\"1057\" height=\"219\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>Come nasce questo progetto, quali obiettivi ha e come si intreccia con l&#8217;esperienza editoriale di Uovonero?<\/strong><\/p>\n<p>Alla base del progetto editoriale di <strong>Uovonero<\/strong> c\u2019\u00e8 il desiderio di offrire <strong>albi illustrati inclusivi e accessibili<\/strong>, in modo che anche i bambini che non se la cavano benissimo con la lettura possano comprendere e apprezzare lo stesso libro dei loro compagni pi\u00f9 esperti. Dopo alcuni anni di esperienza con la collana <em>pesci parlanti<\/em>, la prima collana di libri in simboli in Italia, mentre da un lato ci siamo resi conto che molti albi illustrati pubblicati da altri editori sarebbero stati perfetti per una loro versione in simboli, dall\u2019altro proprio alcuni colleghi sono venuti a chiederci una collaborazione. \u00c8 nato cos\u00ec questo progetto che gi\u00e0 dal nome, <strong>acronimo di Collana di Albi Modificati Inclusivi per Letture Liberamente Accessibili (con la \u201cI\u201d di inclusivi al centro, vera chiave di volta del progetto)<\/strong>, presenta i propri intenti: modificare alcuni dei migliori albi illustrati gi\u00e0 in commercio per crearne versioni accessibili e inclusive che, <strong>senza alterare l\u2019equilibrio estetico fra testo e illustrazioni e mantenendo lo stesso formato e le stesse caratteristiche degli originali<\/strong> (compreso il prezzo di copertina), permettano grazie all\u2019uso dei simboli WLS la lettura autonoma a bambine e bambini che non hanno ancora sviluppato le competenze necessarie per la comprensione di un testo alfabetico. Abbiamo coinvolto nel progetto altre undici case editrici specializzate in libri di qualit\u00e0 per bambini, che coraggiosamente hanno concesso ciascuna i diritti per uno dei migliori titoli del proprio catalogo, che sono <strong>Babalibri, Giralangolo, Bohem Press, Kalandraka, Topipittori, Sinnos, Kite, Camelozampa, Il Leone Verde Piccoli, Coccole Books<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono i criteri di selezione dei libri che inserite in questo progetto? Ci sono anche criteri estetici o solo di accessibilit\u00e0 e come i due criteri possono convivere?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 un libro sia \u201ccamillabile\u201d, come diciamo con un neologismo nato per l\u2019occasione, ci sono criteri grafico-editoriali e criteri di natura estetica. Questi ultimi non sono affatto secondari, ma sono anzi alla base della scelta di un libro: <strong>siamo convinti dell\u2019importanza e del valore educativo della bellezza e riteniamo che una vera inclusione passi anche dal fatto di consentire l\u2019accesso alla bellezza<\/strong> a chi, per motivi di vario genere, rischia di restarne escluso. Poi \u00e8 importante che il testo non sia troppo lungo, perch\u00e9 il maggiore ingombro del testo in simboli rispetto a quello alfabetico, circa quadruplo, non deve danneggiare il rapporto con l\u2019illustrazione n\u00e9 metterla in secondo piano. Anche la complessit\u00e0 del testo \u00e8 un fattore da prendere in considerazione perch\u00e9, se da un lato \u00e8 tecnicamente possibile simbolizzare qualsiasi testo, dal punto di vista dei nostri obiettivi, in particolare quello di permettere il piacere della lettura ai giovani lettori in erba, un testo troppo complesso rischia di generare nel lettore unicamente una ripetizione di parole prive di senso generale. Oltre un certo livello di complessit\u00e0, le competenze richieste per la lettura dei simboli sono tali da far supporre che il destinatario le abbia gi\u00e0 raggiunte anche per la lettura alfabetica. <strong>Il progetto si sta anche rivelando una sorta di laboratorio sperimentale per stabilire i limiti entro i quali \u00e8 possibile muoversi<\/strong>. Per esempio, ci siamo spinti all\u2019uso dei simboli in un testo particolarmente ricco di usi metaforici della lingua come <em>Le parole di Bianca sono farfalle<\/em> di Chiara Lorenzoni, con le illustrazioni di Sophie Fatus, o in un testo in rima, come <em>Ninna nanna per una pecorella<\/em> di Eleonora Bellini, illustrato da Massimo Caccia. Una volta stabilita la camillabilit\u00e0, il lavoro sul testo cerca di essere il pi\u00f9 possibile rispettoso dell\u2019originale, introducendo solo le modifiche indispensabili per una migliore comprensione del testo in simboli, che sono comunque ridotte al minimo. Dal lato grafico, l\u2019intento non \u00e8 quello di evitare ogni tipo di modifica ma di renderla impercettibile, facendo in modo di mantenere l\u2019armonia del rapporto tra testo e illustrazioni esistente nel libro originale. I<strong> testi in simboli sono realizzati da Enza Crivelli, pedagogista clinica esperta di autismo<\/strong>, docente di Pedagogia Speciale all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttrice di vari centri per l\u2019autismo in Lombardia, con la mia collaborazione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15888\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Progetto-senza-titolo-1.png\" alt=\"Progetto senza titolo (1)\" width=\"1640\" height=\"924\" \/><\/p>\n<p><strong><br \/>Che cos\u2019\u00e8 la CAA? Qual \u00e8 la sua storia? In che ambito nasce e si sviluppa?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nei miei corsi dico sempre che la Comunicazione Aumentativa Alternativa nasce nell\u2019antichit\u00e0<\/strong>, da quando l\u2019uomo ha pensato di associare un testo e un\u2019immagine con l\u2019intento di rafforzare vicendevolmente l\u2019efficacia comunicativa dei due codici. Uno splendido esempio medievale \u00e8 rappresentato dai cosiddetti <em>Rotoli Exultet<\/em>, prodotti in area beneventana tra il X e il XII secolo, quando il popolo non capiva pi\u00f9 il latino della liturgia e per far comprendere il significato del canto che annuncia la resurrezione si impiegavano splendidi rotoli illustrati che il cantore calava dall\u2019ambone. <strong>In senso moderno<\/strong>, si pu\u00f2 dire che la nascita della CAA \u00e8 stato un episodio di serendipit\u00e0, <strong>quando Charles K. Bliss<\/strong>, che voleva creare una lingua simbolica ausiliaria per permettere di comunicare a persone di culture e lingue diverse,<strong> scopr\u00ec<\/strong> con iniziale perplessit\u00e0 <strong>che in Ontario qualcuno stava usando i suoi simboli per facilitare la comunicazione da parte delle persone disabili<\/strong>. Erano gli anni \u201970 del secolo scorso, e da allora prese avvio un processo di sviluppo di diversi sistemi di rinforzo della comunicazione, di cui l\u2019uso dei simboli \u00e8 solo uno dei tanti strumenti. Oggi possiamo dire che tutti noi usiamo quotidianamente in modo inconsapevole la Comunicazione Aumentativa Alternativa, per esempio quando inseriamo un emoji in un post sui social network per ribadire un concetto gi\u00e0 espresso a parole.<br \/>Attualmente l\u2019utilizzo della CAA \u00e8 molto diffuso per i bambini con disturbi della comunicazione, ma da quando undici anni fa abbiamo pubblicato il nostro primo libro in simboli abbiamo notato una crescente diffusione presso tutti i bambini, che in questo modo riescono ad avvicinarsi precocemente alla lettura favorendo lo sviluppo delle aree cerebrali che controllano il linguaggio e i processi cognitivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la differenza tra Picture Communication Symbols (PCS) e Widgit Literacy Symbols (WLS)?<\/strong><\/p>\n<p><strong>I PCS, nati negli anni \u201980, sono una raccolta di simboli prevalentemente costituita da<\/strong> pittogrammi (quelli che nella classificazione di Peirce sono definiti \u201cicone\u201d), ovvero <strong>immagini che rappresentano persone, animali, oggetti concreti<\/strong>, e solo da relativamente pochi ideogrammi (i \u201csimboli\u201d di Peirce), con significato astratto. Questo li rende particolarmente \u201ctrasparenti\u201d, ovvero di semplice comprensione e quindi adatti a persone con un basso livello di funzionamento cognitivo. Essendo nati per realizzare tabelle e materiali di comunicazione, sono quasi del tutto privi dei funtori linguistici; per questo il loro utilizzo nella simbolizzazione di un testo narrativo \u00e8 in un certo senso una forzatura. <strong>Uovonero li impiega nella collana <em>pesci parlanti<\/em><\/strong>, destinata a primissime letture e costituita da versioni semplificate di fiabe tradizionali. In questo caso \u00e8 il testo a essere creato in funzione di ci\u00f2 che possono esprimere i simboli e le caratteristiche di semplicit\u00e0 e facile comprensibilit\u00e0 rendono i PCS ottimali. <strong>I WLS<\/strong>, invece, nascono proprio per rendere pi\u00f9 comprensibile un testo scritto, <strong>sono pi\u00f9 articolati (con indicatori e classificatori presi a prestito dal Blissymbolics<\/strong>) e pi\u00f9 \u201copachi\u201d (nel senso che richiedono un maggiore sforzo di apprendimento). Questa maggiore complessit\u00e0 li rende idonei per essere impiegati nella simbolizzazione di testi preesistenti, <strong>come nel caso dei libri di Camilla<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15890\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bianca.png\" alt=\"bianca\" width=\"1170\" height=\"584\" \/>E<em>sempio di simboli PCS in aggiunta al testo alfabetico in Enza Crivelli e Tommaso D&#8217;Incalci, Biancaneve, collana &#8216;pesci parlanti&#8217; di Uovonero<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la specificit\u00e0 di una comunicazione visiva? Perch\u00e9 non bastano solo le parole?<\/strong><\/p>\n<p>Come ha brillantemente spiegato Marianne Wolf, l\u2019essere umano non nasce lettore. Al contrario, disegni al tratto con un alto grado di convenzionalit\u00e0, come i simboli che utilizziamo nella CAA, vengono percepiti dal cervello in maniera molto rapida anche nelle primissime fasi di vita, perch\u00e9 il nostro cervello funziona in modo da individuare i contorni delle cose e riconoscere facilmente ci\u00f2 che rappresentano. In base a questa premessa, in tutti i casi in cui per le ragioni pi\u00f9 disparate la capacit\u00e0 di lettura non si \u00e8 ancora sviluppata, <strong>la presenza del simbolo permette di avere un facile e pi\u00f9 immediato supporto semantico da utilizzare in alternativa o congiuntamente al sistema alfabetico<\/strong>. Questo vale per i bambini in et\u00e0 prescolare, anche quando stanno cominciando a muovere i primi passi con la lettura, e per bambini di diversa madrelingua che stanno imparando l\u2019italiano, dove i simboli hanno un po\u2019 la funzione delle rotelle della bicicletta, che prima o poi si potranno tranquillamente togliere senza traumi. Esiste poi una categoria di \u201cpensatori visivi\u201d, tra i quali molto spesso si trovano le persone autistiche, che secondo l\u2019efficace spiegazione di Temple Grandin pensano come la ricerca per immagini di Google. Per loro, fornire un\u2019immagine convenzionale alla quale agganciare la comunicazione significa esplicitare in modo chiaro un significato, evitando la dispersione in tutti i molteplici significati del termine verbale e fungendo cos\u00ec da guida, da binari entro i quali mantenere il senso di ci\u00f2 che si sta leggendo. Sono gli stessi bambini che a volte iniziano anche a scrivere in simboli prima che con le lettere dell\u2019alfabeto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come si lega l\u2019immagine\/simbolo alla parola? \u00c8 un linguaggio universale o ci sono delle specificit\u00e0 culturali?<\/strong><\/p>\n<p>Tutte le raccolte prevedono <strong>pi\u00f9 simboli associati alla stessa parola<\/strong>, in modo da poter trovare di volta in volta il simbolo pi\u00f9 aderente al significato in quel particolare contesto. In alcuni casi, come in presenza di linguaggio figurato, \u00e8 necessario esplorare ulteriormente le ramificazioni semantiche e spostarsi in ambiti limitrofi, per poter <strong>utilizzare i simboli senza sacrificare le metafore del testo, che ne perderebbe in poeticit\u00e0<\/strong>. Quando la comunicazione non \u00e8 caratterizzata dall\u2019urgenza o da un\u2019assoluta necessit\u00e0 di precisione, ci si pu\u00f2 permettere l\u2019esplorazione di territori di meno immediata evidenza significativa ma di maggiore ricchezza, spostandosi dalla denotazione alla connotazione, dall\u2019esattezza scientifica all\u2019espressivit\u00e0 letteraria. Pur con pretese di universalit\u00e0, <strong>molti simboli sono soggetti a specificit\u00e0 culturali che richiedono non soltanto una traduzione del testo corrispondente in italiano ma anche una loro localizzazione<\/strong>. Per fare un esempio, il simbolo che indica la parola &#8216;sandwich&#8217; in Italia sar\u00e0 un panino, mentre negli USA sar\u00e0 quello che noi chiamiamo tramezzino, e la polizia italiana sar\u00e0 diversa da quella inglese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019abilit\u00e0 linguistica, la competenza comunicativa e la ricchezza del vocabolario dei destinatari come interagiscono nella scelta dei <em>libri di Camilla<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p>Anche se non viene mai indicata n\u00e9 in copertina n\u00e9 altrove, ogni libro ha una propria et\u00e0 di riferimento e di conseguenza un relativo livello di sviluppo delle competenze linguistiche. Cerchiamo di scegliere <strong>libri di diverso livello<\/strong>, che possano soddisfare le esigenze di lettori anche molto diversi fra loro. In base alle caratteristiche del libro, cerchiamo sempre di introdurre qualche elemento di maggiore complessit\u00e0, per portare ai lettori nuove conoscenze e nuovi strumenti. Ma, in particolare, <strong>il grado di complessit\u00e0 del testo influenza scelte che determinano l\u2019aspetto grafico del testo sulla pagina, come per esempio la presenza o l\u2019assenza della riquadratura intorno ai simboli, la posizione del testo al di sopra o al di sotto del simbolo, l\u2019uso del maiuscolo, del maiuscoletto o del minuscolo<\/strong> nel testo alfabetico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa intendete per inclusivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Spesso espressioni come <strong>&#8216;libro inclusivo&#8217; e &#8216;libro accessibile&#8217; vengono erroneamente usate come sinonimi<\/strong>, mentre per noi non lo sono. Un libro pu\u00f2 essere accessibile ma non inclusivo quando presenta elementi che ne rendono pi\u00f9 agevole la fruizione da parte di qualcuno ma che al tempo stesso hanno l\u2019effetto di allontanare altri. Si pu\u00f2 trattare di aspetti estetici, quando il libro accessibile ha una qualit\u00e0 inferiore delle illustrazioni, dei materiali, della cura grafica, o di aspetti legati al layout del testo, che non tiene conto delle esigenze del lettore che non ha bisogno dei simboli, rendendogli faticosa o fastidiosa la lettura. <strong>L\u2019obiettivo finale resta sempre quello di realizzare un libro che possa essere letto e condiviso con lo stesso piacere dai lettori gi\u00e0 esperti e da quelli per cui i simboli sono indispensabili<\/strong>. Un banale esempio per chiarire quanto appena detto \u00e8 quello dell\u2019ascensore. Gli ascensori del passato, stretti e con le porte manuali, a differenza degli attuali a norma di legge per consentire l\u2019accesso ai disabili, non erano per niente inclusivi. Ma non lo sarebbe nemmeno un ipotetico sistema di funi a cui agganciare una carrozzella, perch\u00e9 escluderebbe tutti coloro che possono stare in piedi. La vera inclusione nei libri \u00e8 pensare <u>anche<\/u> a chi non ha bisogno dei simboli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Avete e fate progetti con bambini e bambine? Ce li potete raccontare?<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni abbiamo continuato a incontrare i bambini e le bambine per vedere l\u2019effetto che i nostri libri hanno su di loro e ormai abbiamo raccolto una grande quantit\u00e0 di riscontri. Dalle semplici letture dei primi anni, col tempo abbiamo sviluppato <strong>laboratori di lettura collettiva ad alta voce, di scrittura in simboli, di gioco, di creazione di storie, tutto con l\u2019utilizzo dei simboli<\/strong>, che abbiamo raggruppato sotto il nome di <strong><em>Insalata di simboli<\/em><\/strong> e che proponiamo nelle scuole, nei festival e in altre occasioni, e che contiamo di riprendere non appena l\u2019emergenza dovuta alla pandemia sar\u00e0 cessata. Sar\u00e0 bello rivedere il divertimento e la soddisfazione dei bambini che, magicamente, in pochi minuti scoprono che grazie a quei \u201cdisegnetti\u201d sanno leggere e che non vedono l\u2019ora di tornare a casa per poter essere loro a leggere una storia a mamma e pap\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15894 aligncenter\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/lettura.png\" alt=\"lettura\" width=\"465\" height=\"215\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Contatti<\/strong><\/p>\n<p><strong>sito<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ilibridicamilla.wordpress.com\/\">https:\/\/ilibridicamilla.wordpress.com\/<br \/><\/a><strong>mail<\/strong> ilibridicamilla@gmail.com<br \/><strong>twitter<\/strong> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/ilibridicamilla\">@ilibridicamilla<\/a><br \/><strong>fb<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ilibridicamilla\">ilibridicamilla<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilibridicamilla.wordpress.com\/\">\u00a0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La redazione di Libriamoci ha intervistato Sante Bandirali di Uovonero e del progetto editoriale i Libri di Camilla\u00a0&#8211; Collana di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15884,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[2,174,19],"tags":[26,102,162,39],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15874"}],"collection":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15874"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15874\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15898,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15874\/revisions\/15898"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15884"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}