{"id":15740,"date":"2021-02-10T09:03:53","date_gmt":"2021-02-10T09:03:53","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15740"},"modified":"2021-02-15T10:36:47","modified_gmt":"2021-02-15T10:36:47","slug":"spunti-di-riflessione-per-una-didattica-delle-foibe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15740","title":{"rendered":"Spunti di riflessione per una &#8220;Didattica delle foibe&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">di Maria Greco,\u00a0responsabile settore scuola Centro per il libro e la lettura<\/span><\/p>\n<p><em>\u201cNoi siamo quello che ricordiamo, il racconto \u00e8 ricordo, il ricordo \u00e8 vivere\u201d. Cos\u00ec affermava il grande Mario Luzi: ricordare \u00e8 vivere, ricordare infatti significa, etimologicamente, \u201criportare al cuore\u201d . Il Centro per il libro e la lettura, in occasione del 10 febbraio, intende ricordare l\u2019esodo degli italiani dalle terre di Fiume, Istria e Dalmazia dopo il 1945, nonch\u00e9 le vittime dei cosiddetti \u201cinfoibamenti\u201d, attraverso spunti di riflessione, bibliografie e risorse didattiche per insegnanti e alunni.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ultimi anni l\u2019insegnamento delle \u201cquestioni storiche sensibili\u201d, ovvero di quegli argomenti storici pi\u00f9 controversi e capaci di provocare un forte coinvolgimento emotivo, in quanto legati a conflitti di natura politica, religiosa, sociale, etnica o culturale, si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 intenso. Uno degli argomenti che, almeno potenzialmente, rientra nelle questioni \u201csensibili\u201d \u00e8 sicuramente quello delle foibe, soprattutto dopo che il Parlamento italiano ha riconosciuto, con la legge n. 92 \/2004, il 10 febbraio quale <strong>Giorno del Ricordo<\/strong>. Il fine \u00e8 quello di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell\u2019esodo giuliano-dalmata dopo il secondo conflitto mondiale\u00a0e pi\u00f9 in generale alle vicende del confine orientale italiano.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019istituzione del giorno del ricordo, le scuole di ogni ordine e grado dovrebbero prevedere iniziative per diffondere presso i giovani la conoscenza di questi tragici eventi; oggi, dopo decenni di silenzio, quasi tutti i libri di testo trattano questo argomento. Non mi dilungher\u00f2 sul modo in cui i manuali espongono la questione delle foibe, perch\u00e9 il racconto storico varia col passare del tempo, sia per il mutare di nuovi interessi e approcci storiografici, sia per il mutare del quadro politico; \u00e8, per\u00f2, utile ricordare le tre fasi della trattazione di questo argomento nei manuali scolastici: una prima fase, durata fino agli anni Novanta del secolo scorso, \u00e8 caratterizzata da un assoluto silenzio sulla vicenda; una seconda fase, fino al 2004, in cui il tema comincia a diffondersi, ma \u00e8 trattato in modo assai schematico o poco equilibrato; una terza fase, dal 2004 a oggi, in cui finalmente il tema delle foibe diventa onnipresente ed \u00e8 trattato con una certa ampiezza e con maggiore equilibrio. L\u2019intento di questo articolo, come il precedente sulla <a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15577\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>didattica della Shoah<\/strong><\/span><\/a>, \u00e8 quello di fornire spunti di riflessione, nonch\u00e9 input didattici a docenti e alunni.<\/p>\n<p>La questione delle foibe e dell\u2019esodo giuliano-dalmata non pu\u00f2 essere affrontata in modo efficace dal punto di vista geo-storico, se non viene opportunamente inquadrata nella vicenda molto pi\u00f9 lunga e complessa dei conflitti a sfondo etnico, politico e sociale che si sono sviluppati lungo il confine orientale italiano nell\u2019arco di parecchi decenni. E non pu\u00f2 essere compresa pienamente se l\u2019excursus storico si limita ai secoli XIX e XX. Ritengo utile, per questo, suggerire percorsi didattici che inquadrino le vicende di questi popoli a partire dall\u2019epoca romana, per poi mettere a fuoco le vicende nei secoli a seguire: fu\u00a0Giulio Cesare\u00a0a fondare le colonie di\u00a0Pola\u00a0(<em>Pietas Julia<\/em>) e\u00a0Parenzo\u00a0(<em>Julia Parentium<\/em>) e fu Ottaviano Augusto, con la sua riforma regionale, ad ampliare i confini e a formare il confine orientale della X Regio romana, <em>la Venetia et Histria<\/em>, la cui capitale era Aquileia. Un\u2019iscrizione d\u2019epoca augustea reperita nei pressi di Fiume dice <em>Haec est Italia Diis sacra<\/em>, \u201cQuesta \u00e8 l\u2019Italia sacra agli Dei\u201d. La storia dell\u2019Istria e della Dalmazia \u00e8 una storia che parla di Roma, ma anche di Venezia. Dall\u2019Ottocento inizi\u00f2 l\u2019espansione veneziana, prima contrastata anche dai feudi germanici e dal patriarcato di\u00a0Aquileia; poi\u00a0Venezia\u00a0si afferm\u00f2 in tutta la costa adriatica: nel 1150 il Doge assumeva il titolo di\u00a0<em>Totius Istriae inclitus dominator<\/em>. Il leone alato di San Marco, simbolo della Serenissima, da allora si trover\u00e0 ovunque. Da questo momento, e fino alla fine del XVIII secolo, la storia dell\u2019Istria si identific\u00f2 con quella di Venezia. Ecco per quale motivo la regione fu poi definita\u00a0Venezia Giulia\u00a0dal glottologo Graziadio Ascoli.\u00a0Il dominio di Venezia ebbe fine nel 1797, con il trattato di Campoformio. La regione pass\u00f2 nelle mani dell\u2019Austria\u00a0che regn\u00f2 fino al 1918.\u00a0La vittoria della\u00a0Prima guerra mondiale, cui parteciparono da volontari migliaia di istriani e dalmati, port\u00f2 a far parte del Regno d\u2019Italia non solo\u00a0Trento e Trieste, ma tutta la Venezia Giulia e dunque l\u2019Istria con Pola, la citt\u00e0 di Zara in Dalmazia, le isole di Cherso e Lussino, Lagosta e Pelagosa. Fiume, come sappiamo, fu annessa nel 1924, con il Trattato di Roma, dopo essere stata teatro dell\u2019impresa dannunziana del 12 settembre 1919. D\u2019Annunzio, il poeta-vate, era divenuto l\u2019idolo della giovent\u00f9 e contribu\u00ec a creare un clima nazionalistico che fu foriero degli eventi successivi in Italia. A livello internazionale, ad ogni modo, le soluzioni dei diversi trattati di pace si dimostrarono poco rispettose nei confronti delle varie identit\u00e0 nazionali, alimentando le cause che spinsero le potenze mondiali a scontrarsi in un nuovo e devastante conflitto mondiale. L\u2019Italia, alleatasi con la Germania, tra il 1941 e 1943 invase la Jugoslavia.\u00a0Il sogno italico della Venezia Giulia dur\u00f2 poco pi\u00f9 di vent\u2019anni. Il\u00a0<em>diktat<\/em>\u00a0di pace del 10 febbraio 1947, imposto al termine del secondo conflitto mondiale dalle potenze vincitrici, strapp\u00f2 l\u2019Istria, Fiume e Zara e le isole all\u2019Italia, consegnandole alla\u00a0Jugoslavia di Tito.<\/p>\n<p>In particolare, discutere, sottoporre a verifica, modificare, contraddire, arricchire ci\u00f2 che accade tra la prima e la seconda guerra mondiale, sottoporre agli studenti delle scuole secondarie la storia come problema potrebbe servire a stimolare le loro capacit\u00e0 critiche e argomentative, che vanno oltre la mera trasmissione dei contenuti. Reputo fondamentale, per chi voglia soffermarsi in particolare su questo lasso di tempo, trattare questi otto punti: il patto di Londra del 1915, i trattati di Rapallo e di Roma (1920 e 1924), la politica di italianizzazione forzata delle popolazioni slave attuata dal regime fascista dal 1922 in poi, l\u2019occupazione italiana della Slovenia meridionale e di buona parte della costa dalmata nel periodo 1941-43, la prima ondata di violenze perpetrate dai partigiani jugoslavi in Istria nel settembre-ottobre del 1943, l\u2019occupazione tedesca (ottobre 1943- aprile 1945); la seconda ondata di violenze perpetrate contro gli italiani nel maggio-giugno del 1945, l\u2019esodo degli italiani dall\u2019Istria, da Fiume e dalla Dalmazia (anni 1947 e seguenti). Per comprendere storicamente il fatto \u201cfoibe\u201d occorre contestualizzarlo: questo processo cognitivo \u201cverticale\u201d appena descritto, inserisce la strage in una \u201clinea del tempo\u201d, che serve a ricostruire una catena complessa di relazioni ed aiuta a mettere in prospettiva questa tragedia. Un secondo modo per contestualizzare un fatto \u00e8 \u201corizzontale\u201d: occorre disporre le foibe sul tavolo dei fenomeni simili, quelli che caratterizzano l\u2019immediato dopoguerra con gli eccidi di massa, le vendette, le espulsioni, a danno sia dei nazisti e dei fascisti, ma soprattutto delle popolazioni civili. A causa di questo processo drammatico, oltre dieci milioni furono cacciati dalle loro terre: tedeschi dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca, ungheresi e rumeni dalla Jugoslavia, italiani dall\u2019Istria; si contarono oltre due milioni di vittime. La contestualizzazione \u00e8 fondamentale sia per capire il fatto delle foibe, sia per discuterne in classe, attraverso la metodologia del <em>debate<\/em>, per esempio, per gli alunni della secondaria, cos\u00ec da consolidare o potenziare anche le cosiddette life skills. Questa metodologia, come strumento, pu\u00f2 insegnare le regole della discussione storica: una o pi\u00f9 tesi da sostenere, degli argomenti e dei documenti come prove da citare nelle proprie argomentazioni, il professore che svolge il ruolo di regolatore della controversia. Al termine non \u00e8 importante chi vince o perde, quanto ritornare sulla discussione stessa per valutarne la regolarit\u00e0 e per osservare la differenza tra questa e il talk show, in cui non vale nessun principio di <em>auctoritas<\/em>, mentre il dibattito storico ruota intorno al riconoscimento scientifico dello storico<\/p>\n<p>In questo modo si evitano gli equivoci del dibattito pubblico, che tende a inserire nella stessa categoria di \u201cmassacro\u201d eccidi storicamente diversi, quali quelli perpetrati dal nazismo durante la guerra e quelli a danno delle popolazioni sconfitte dopo la guerra. Gli insegnanti, nella trattazione di questo argomento \u201csensibile\u201d, dovrebbero avere l\u2019accortezza di guidare i ragazzi a separare il piano giuridico e politico da quello storico: non si parla di colpevoli, ma di cause, individuandone le responsabilit\u00e0. Inoltre, questo argomento, come molti altri, richiama con insistenza parole\/concetti quali \u201cmemoria collettiva\u201d, \u201cidentit\u00e0\u201d, \u201cmemoria condivisa\u201d, \u201cetnia\u201d e cos\u00ec via. In questo senso bisognerebbe porre l\u2019attenzione sul concetto di costruzione identitaria che sta dietro la vicenda delle foibe: senza una buona trattazione di questo tema, i ragazzi non avranno, in termini di conoscenze, i prerequisiti necessari per usare questi concetti da un punto di vista \u201cstorico\u201d, non stereotipato e rafforzato dal dibattito politico. Bisogna, dunque, tenere le strade separate quanto pi\u00f9 possibile, per quanto esse si intreccino: da una parte la strada della rielaborazione politico\/sociale,\u00a0dall\u2019altra quella della ricostruzione storica. Come fare? Sicuramente ponendosi degli obiettivi didattici a lungo termine, pensare all\u2019elaborazione di pi\u00f9 unit\u00e0 didattiche oppure alla strutturazione di una UDA che declini trasversalmente un tema. E soprattutto spiegare attraverso le immagini e i gesti simbolici, ricordando per esempio l\u2019incontro che nel 2010 ci fu a Trieste, fra i presidenti di Italia, Slovenia e Croazia. Giorgio Napolitano, Danilo Turk e Ivo Josipovic si strinsero le mani e le alzarono poi in alto tutti insieme davanti ai fotografi. Prima di assistere al concerto di Muti, \u201cLe vie dell\u2019amicizia\u201d, i tre presidenti, in segno di riconciliazione, fecero visita alla sede del Narodni dom, la Casa del popolo, incendiata dai fascisti e al Monumento all&#8217;esodo, eretto nel 2004 in piazza Libert\u00e0, di fronte alla stazione ferroviaria, &#8220;in ricordo dei 350.000 esuli italiani dall&#8217;Istria, da Fiume e dalla Dalmazia&#8221;.<\/p>\n<p>La memoria storica \u00e8 necessaria, \u00e8 giusta, \u00e8 doverosa nei confronti di tutti gli italiani \u201cinghiottiti\u201d nelle foibe: abbiamo il dovere, in quanto educatori e insegnanti, di conoscere e di trasmettere affinch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 stato non sia pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/039_IX-22b4-7.10.54-esodo-Istria_7_ottobre_1954_Albaro_Vescova.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15705\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/039_IX-22b4-7.10.54-esodo-Istria_7_ottobre_1954_Albaro_Vescova.jpg\" alt=\"039_IX-22b4 7.10.54 esodo Istria_7_ottobre_1954_Albaro_Vescova\" width=\"2493\" height=\"2038\" \/><\/a><em>7 ottobre 1954, Albaro Vescov\u00e0, il Grande esodo<\/em><br \/><em>(<a href=\"http:\/\/www.irsrecfvg.eu\/didattica\/218\/Vademecum-per-il-Giorno-del-Ricordo-Seconda-edizione-2020#foto\">Archivio fotografico Irsrec FVG<\/a>)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di seguito alcune \u201c<strong>idee didattiche<\/strong>\u201d suddivise per materie e per ordini e gradi di scuola, realizzate in collaborazione con la professoressa Mirella Tribioli, esperta e studiosa degli argomenti trattati.<\/p>\n<p><strong>Scuola Primaria<\/strong>: rispettando un lavoro \u201cleggero\u201d e non traumatico, adatto a delle menti in formazione, si potrebbero proporre facili letture di proverbi, poesie in dialetto, fiabe, tradizioni usi e costumi riguardo le feste pi\u00f9 sentite: Natale, Pasqua, Carnevale. Si potr\u00e0 far cogliere il substrato della cultura istriana, fiumana e dalmata legata a tradizioni latine e venete, precedente la Seconda guerra mondiale, nel paragone della situazione attuale. Qualche lettura in classe ad alta voce, qualche dettato, qualche ricerca potr\u00e0 essere facilmente presentata e commentata in funzione della legge, senza per questo dover entrare in dettagli atroci.<\/p>\n<p><strong>Scuola Secondaria di Primo Grado<\/strong>: si potrebbe insistere sulla storia culturale partendo dai miti greci, come il vello d\u2019oro che ha l\u2019ambientazione dell\u2019uccisione di Absirto nelle isole absirtidi del Carnaro. Sar\u00e0, poi, l\u2019imperatore Diocleziano ad immergere i nostri alunni nella fascinosa realt\u00e0 della Dalmazia. Con la storia medievale, nella classe seconda, il riferimento alle Crociate dar\u00e0 ancora l\u2019opportunit\u00e0 di indagare riguardo queste genti e particolarmente sar\u00e0 nella IV, per il traumatico assedio a Zara del 1202. A seguire, la battaglia di Lepanto, nodo strategico dei rapporti tra le sponde adriatiche, individuer\u00e0 la partecipazione di innumerevoli equipaggi dalmati e istriani nelle galee veneziane.<\/p>\n<p><strong>Scuola Secondaria di Secondo Grado:<\/strong> si potranno investigare elementi pi\u00f9 mirati e potranno essere letti gli autori di confine come Svevo, Slataper, Saba, Santarcangeli, Gianni Stuparich, Tomizza, Marisa Madieri, ma anche i pi\u00f9 antichi Tommaseo e Foscolo legati a questa storia. E dello stesso d\u2019Annunzio potrebbe essere indagata l\u2019impresa fiumana, con pi\u00f9 attenzione ai motivi e agli eventi pregressi. Non dimentichiamo che il classicismo-romanticismo di Foscolo pu\u00f2 essere molto meglio spiegato agli studenti con la conoscenza del fatto che l\u2019isola di Zante era territorio veneto all\u2019epoca e che Foscolo trascorse gli anni della formazione a Spalato, abitando all\u2019interno del palazzo di Diocleziano e percorrendo giornalmente le vie lastricate di pietre romane per andare a scuola.<\/p>\n<p>Un professore di <strong>latino<\/strong> potrebbe, per esempio, proporre una lettura di Cesare e della sua guerra civile contro Pompeo, nei suoi esiti importanti di battaglie nell\u2019Adriatico e in Dalmazia, anche per la presenza delle donne dalmate di Salona.<\/p>\n<p>Il professore di <strong>greco<\/strong> con Apollonio Rodio e le sue Argonautiche potrebbe soffermarsi su quegli episodi ambientati nelle isole quarnerine.<\/p>\n<p>L\u2019insegnante di <strong>geografia<\/strong>, a sua volta, proporre pi\u00f9 attenzione alla geografia della regione e quello di<strong> scienze<\/strong> chiarire il fenomeno del carsismo portando i ragazzi a riflettere sulle foibe.<\/p>\n<p>Tutto questo per dire che i vari insegnanti all\u2019inizio dell\u2019anno potrebbero tracciare un progetto anche in comune, e ben costruito per la ricaduta didattica, perch\u00e9 in ogni anno scolastico, per ogni materia, si potrebbe trovare lo spunto da inserire per fare ben interiorizzare ai ragazzi la questione del confine orientale. Una classe che nel tempo scolastico avesse sentito continuamente accennato questo tema sarebbe incuriosita ad approfondirlo, quanto invece una disabituata, al cospetto del fatidico \u201cGiorno del Ricordo\u201d, potrebbe rimanerne talmente estranea, da arrivare a ridurre il tutto a semplificazione, se non addirittura a stereotipo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Greco,\u00a0responsabile settore scuola Centro per il libro e la lettura \u201cNoi siamo quello che ricordiamo, il racconto \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[2],"tags":[151,79,59],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15740"}],"collection":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15740"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15740\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15783,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15740\/revisions\/15783"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}