{"id":15577,"date":"2021-01-21T09:44:56","date_gmt":"2021-01-21T09:44:56","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15577"},"modified":"2021-02-15T10:39:48","modified_gmt":"2021-02-15T10:39:48","slug":"riflessioni-sulla-didattica-della-shoah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=15577","title":{"rendered":"Riflessioni sulla didattica della Shoah"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">di Maria Greco &#8211;\u00a0Responsabile settore scuola Centro per il libro e la lettura<br \/><\/span>Illustrazione di Roberto Innocenti, tratta da <em>La Storia di Erika<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Breve excursus storico sulla didattica della Shoah<\/em><\/p>\n<p>Il tema dell\u2019insegnamento della Resistenza e dell\u2019antifascismo risale a un convegno nazionale tenutosi a Ferrara nel novembre del 1970: vennero fuori molte manchevolezze nei libri di testo, dalla trattazione approssimativa e frettolosa dell\u2019ultimo periodo di storia, alla noia e al fastidio per una lezione non facile, come scrisse Claudio Dellavalle negli Atti del Convegno. Bisognava riprendere il dialogo con le nuove generazioni sul tema della Resistenza e sulla Shoah, su quella parte di storia contemporanea trattata marginalmente. Nonostante gli sforzi di qualche insegnante \u201cilluminato\u201d e i buoni propositi del Ministero della Pubblica Istruzione, che aveva attivato fin dal 1993 una serie di corsi sulla didattica della Storia, fu solo col decreto Berlinguer che la situazione cambi\u00f2 radicalmente, con l\u2019inserimento dello studio del Novecento nell\u2019ultimo anno di ogni segmento di scuola. A partire dal decreto, crebbe l\u2019interesse per la Shoah nelle scuole e nelle Universit\u00e0 in primo luogo. Nel 1998, sessantesimo anniversario delle leggi razziali, l\u2019allora presidente della Camera Luciano Violante promosse una pubblicazione, fedele all\u2019originale, delle leggi razziali e a partire dallo stesso anno per tre anni part\u00ec il progetto ministeriale <em>I giovani, il Novecento e la memoria<\/em>, in cui vennero coinvolti migliaia di studenti che iniziarono a interrogarsi, guidati dagli insegnanti, su certi temi specifici, quali la deportazione, le discriminazioni, i campi di concentramento\u2026<\/p>\n<p>A livello internazionale, in questo contesto, nacque la <a href=\"https:\/\/www.un.org\/en\/holocaustremembrance\/taskforce.shtml\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><em>Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance and Research<\/em><\/strong><\/span><\/a>, un organismo internazionale che ha come scopi principali quelli di implementare e promuovere l\u2019educazione all\u2019Olocausto, preservare e mantenere la memoria della Shoah, promuovere l\u2019apertura di tutti gli archivi e istituire in ogni paese un giorno della memoria. Considerando questi impegni, l\u2019Italia nel 2000 istitu\u00ec quale giorno della memoria il 27 gennaio. All\u2019interno della <em>Task Force<\/em> merita particolare attenzione <em>l\u2019Education Working Group<\/em>, composto da educatori e pedagogisti esperti nella didattica della Shoah, ai quali si deve la compilazione di un importante documento, le <em>Linee guida per l\u2019insegnamento della Shoah nelle scuole<\/em>, tradotto in italiano con il titolo <a href=\"https:\/\/www.yadvashem.org\/education\/other-languages\/italian\/task-force\/how-teach.html\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><em>Come insegnare l\u2019Olocausto a scuola<\/em><\/strong><\/span><\/a> (si pu\u00f2 facilmente reperire nella sezione Archivio sul sito della Pubblica istruzione); altro documento ministeriale utile sono le <em>Linee Guida Nazionali<\/em> <a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/-\/linee-guida-nazionali-per-una-didattica-della-shoah-a-scuola\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u201cPer una didattica della Shoah a scuola\u201d<\/strong><\/span><\/a>, emanate nel 2018 in occasione della giornata della memoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 insegnare la Shoah alle nuove generazioni? Cosa e in che modo dev\u2019essere trasmesso? Domande che ci poniamo in qualit\u00e0 di cittadini, prima che come insegnanti ed educatori. La risposta \u00e8 semplice: la memoria \u00e8 necessaria, \u00e8 giusto che nella scuola, dove nasce la democrazia, si analizzi il percorso storico che ha portato all\u2019eliminazione di circa sei milioni di ebrei e migliaia di rom, disabili, dissidenti politici, non ariani\u2026 perch\u00e9 solo nella scuola si imparano le differenze e si pu\u00f2, cos\u00ec, ritornare alla bellezza, all\u2019intelligenza, all\u2019equit\u00e0 e alla giustizia. Si deve far riflettere i giovani, dunque, sul tema delle minoranze, su quanto sia pericoloso estremizzare e su quanto sia importante venire a contatto con le\u00a0 testimonianze di chi ha vissuto l\u2019orrore sulla propria pelle, perch\u00e9 non si dimentichi ci\u00f2 che \u00e8 stato. Si deve odiare l\u2019indifferenza perch\u00e9 riduce l\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Oggi, paradossalmente, la situazione pandemica che viviamo ci pu\u00f2 aiutare nel trasferimento di alcuni concetti: attraverso un processo di immedesimazione, potremmo\u00a0 porre all\u2019attenzione dei nostri ragazzi il significato di confinamento, ricalcando la difficolt\u00e0 dello stare relegati, chiusi in un luogo; potremmo sottolinearne l\u2019etimologia latina (<em>Cum<\/em>=insieme e <em>finis= <\/em>fine, termine), soffermandoci sul <em>cum<\/em>, su questo insieme e, dunque, sul concetto di solidariet\u00e0, opposto di indifferenza. Un po\u2019 come stiamo vivendo tutti noi, obbligatoriamente e necessariamente distanziati eppure quanto mai vicini nella lotta contro un virus, \u201ccontagioso e invisibile, ancora oggi difficile da debellare\u201d, cos\u00ec recita la voce narrante nell\u2019incipit del film-cartone <a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/programmi\/lastelladiandraetati\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><em>La stella di Andra e Tati<\/em><\/strong><\/span><\/a>, basato sulla vera storia delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute ad Auschwitz, una risorsa didattica preziosa, soprattutto per i pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p>Nell\u2019insegnare la Shoah \u201cdobbiamo far passare il dolore in noi, non passare noi nel dolore\u201d, come disse Ernesto De Martino, abbiamo l\u2019obbligo morale di passare a valore il disvalore, come espresse bene Etty Hillesum nel suo <em>Diario 1941-1943<\/em>, una sorta di contro-dramma, una testimonianza di morte che diventa un inno alla vita: \u201cUna pace futura potr\u00e0 essere veramente tale solo se prima sar\u00e0 stata trovata da ognuno in se stesso \u2013 se ogni uomo si sar\u00e0 liberato dell\u2019odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avr\u00e0 superato quest\u2019odio e l\u2019avr\u00e0 trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non \u00e8 chiedere troppo\u201d. Liberarsi dall\u2019odio e farlo diventare amore.<\/p>\n<p>E\u2019 tutt\u2019altro che impresa semplice, ma ci tocca. Cos\u00ec come ci \u00e8 d\u2019obbligo non relegare la trattazione di questi argomenti a un momento particolare dell\u2019anno, col rischio di \u201csovraesporre\u201d gli studenti alla tematica, allontanandoli e disinteressandoli, e di ignorare la millenaria presenza ebraica nella storia dell\u2019umanit\u00e0, come se fosse lecito parlare di loro e della loro cultura solo nel momento della loro distruzione. Partire dalla trasmissione cauta, calibrata e attenta dei fatti quando ci rivolgiamo ai pi\u00f9 piccoli, per poi passare alla scelta di percorsi completi, trasversali e mirati ad una comprensione maggiormente ampia e approfondita dei vari aspetti che caratterizzano la Shoah quando ci rivolgiamo ai pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Nella speranza che questi spunti di riflessione riescano a dare maggiore slancio alle vostre attivit\u00e0 didattiche e che le nostre bibliografie possano essere un valido supporto per i vostri percorsi, vi auguriamo buon lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Greco &#8211;\u00a0Responsabile settore scuola Centro per il libro e la letturaIllustrazione di Roberto Innocenti, tratta da La Storia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15578,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[2],"tags":[79,147,59,146],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15577"}],"collection":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15577"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15577\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15614,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15577\/revisions\/15614"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}