{"id":11026,"date":"2019-03-20T08:55:27","date_gmt":"2019-03-20T08:55:27","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=11026"},"modified":"2019-03-20T08:57:20","modified_gmt":"2019-03-20T08:57:20","slug":"l-come-libri-l-come-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=11026","title":{"rendered":"L come libri, L come libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">di\u00a0Irene Sandei &#8211; I. C. Langhirano &#8211; Scuola secondaria di 1\u00b0 grado &#8220;E. Fermi&#8221; (Parma)<\/span><\/p>\n<p>A partire da ottobre 2018 fino a gennaio 2019, aspettavamo il venerd\u00ec per sederci in terra in cerchio sui nostri cuscini a leggere\/ascoltare la storia di Viki. Abbiamo viaggiato con lui dall&#8217;Albania, attraverso l&#8217;Adriatico, da Bari a Milano; abbiamo viaggiato nel tempo, nello spazio e dentro di noi, per far luce sui pregiudizi che si annidano in tutti e lasciare spazio alla libert\u00e0 di pensare e di sentire.<\/p>\n<p>Il progetto ci ha tenuto compagnia con una cadenza settimanale. L&#8217;attivit\u00e0 principale \u00e8 stata quella della lettura a voce alta, praticata seduti per terra in cerchio, modificando il setting d&#8217;aula, del libro di Fabrizio Gatti <a href=\"https:\/\/www.rizzolieducation.it\/catalogo\/viki-che-voleva-andare-a-scuola-0018268\/\" target=\"_blank\"><em>Viki che voleva andare a scuola <\/em><\/a>(Rizzoli, 2013). Legata a questa, si sono svolti lavori di gruppo sui vari tipi di stereotipi (genere, etnia, religione..), esercizi di scrittura (prendere appunti, descrizioni coi cinque sensi, riassunti, temi), di disegno (ritratto immaginario di Viki con tecnica libera), ricerche sugli articoli 3 e 34 della Costituzione e riflessione-confronto sui temi della migrazione, dei diritti, degli stereotipi che ci condizionano. Lo scopo \u00e8 stato quello di liberarcene per pensare in modo libero alla storia di Viki e al presente, riflettendo sui valori fondanti della nostra societ\u00e0 e su che tipo di cittadinanza vogliamo praticare.<\/p>\n<p>Il progetto si \u00e8 incrociato con il progetto sul bullismo e il cyberbullismo e con la &#8220;normale&#8221; attivit\u00e0 didattica. Lo sviluppo finale \u00e8 stato un tema in cui tutte le suggestioni si sono mescolate.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20190125_114128-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-11029 size-large\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20190125_114128-1-768x1024.jpg\" alt=\"20190125_114128\" width=\"768\" height=\"1024\" \/><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Alcuni temi a conclusione del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><b>Traccia n.1: &#8220;Fai la relazione del progetto L come LIBRI, L come LIBERT\u00c0, raccontando nel dettaglio le attivit\u00e0 svolte. Spiega gli aspetti che ti sono piaciuti di pi\u00f9 e cos&#8217;hai imparato.&#8221;<\/b><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Maria Adele Ablondi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0&#8211;\u00a0<\/span>1^C<\/span><\/p>\n<p>Io e i miei compagni, con la prof. di italiano, abbiamo fatto il progetto L come LIBRI, L come LIBERT\u00c0 leggendo il testo \u201cViki che voleva andare a scuola\u201d. La prof. ha scelto questo libro perch\u00e9 \u00e8 pieno di insegnamenti e ci ha fatto riflettere molto. \u00c8 la storia di un bambino albanese che viene in Italia assieme alla sorella Brunilda e alla mamma Mara per raggiungere il pap\u00e0 Zef, il quale da tempo lavorava come muratore. Dopo un difficile viaggio in mare in cui rischiano di morire, vivono in una baracca alla periferia di Milano, ma Viki \u00e8 contento perch\u00e9 riesce ad andare a scuola. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il progetto consisteva nel sedersi per terra tutti insieme ad ascoltarla leggere prendendo appunti. Oltre ad aver fatto di volta in volta il riassunto, abbiamo svolto anche delle attivit\u00e0 molto interessanti; quella che mi \u00e8 piaciuta di pi\u00f9 \u00e8 stata quella sui pregiudizi. La prof. ci ha diviso in gruppi e ha consegnato ad ognuno un pezzo di carta, sul quale c&#8217;era scritto un luogo comune da smentire e a noi \u00e8 capitato: \u201cGli immigrati sono tutti ladri e delinquenti\u201d. Cos\u00ec l&#8217;abbiamo smentito dicendo che non tutti lo sono e che lo potrebbe essere benissimo un italiano, anzi alcuni immigrati lavorano e cercano di integrarsi nella societ\u00e0, anche se a volte noi non glielo permettiamo. In seguito li abbiamo classificati in pregiudizi relativi a etnia, genere e religione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, abbiamo anche svolto altre attivit\u00e0 altrettanto belle, come cercare sulla Costituzione gli articoli 3 e 34.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;articolo 3 recita: \u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali\u201d. Si dice anche che \u00e8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona e del Paese in cui abita, cio\u00e8 l&#8217;Italia, nel caso di Viki. Lui, per\u00f2, non \u00e8 stato aiutato dalla polizia o dal Comune.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 34 invece stabilisce: \u201cLa scuola \u00e8 aperta a tutti. L&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, \u00e8 obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio che devono essere attribuite per concorso\u201d. Viki ha avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di andare a scuola, come viene indicato nella Costituzione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;ultima attivit\u00e0, che reputo pi\u00f9 difficile, \u00e8 stata quella di riassumere la storia di Viki e di realizzare un ritratto di come ce lo immaginiamo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Questo libro \u00e8 stato molto appassionante e pieno di significati molto profondi, come quello di non arrendersi mai, di voler imparare (come ha fatto Viki con la lingua italiana), di non giudicare e che tutto \u00e8 possibile. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Traccia n.2: &#8220;Inventa una fiaba moderna con un eroe o un\u2019eroina con caratteristiche simili a Viki. Delinea l\u2019ambientazione, l\u2019antagonista, l\u2019aiutante, le prove da superare, prima di giungere al lieto fine, in cui trionfano il rispetto delle differenze e dei diritti umani.&#8221;<\/b><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Jonathan Appiah<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0&#8211;\u00a0<\/span>1^A<\/span><\/p>\n<p><em>Un bambino che non voleva andare a scuola<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;era una volta un bambino che non voleva andare a scuola, ma i suoi genitori volevano iscriverlo. La scuola si chiamava \u201cEnrico Fermi\u201d, lui non aveva intenzione di andarci e cos\u00ec decise di non parlare pi\u00f9 con loro. Quando fu il momento, per\u00f2, dovette cedere. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;edificio era bello, c&#8217;erano tanti bambini, lui era in prima media e si present\u00f2 in classe cos\u00ec: \u201cMi chiamo Dick, vengo dal Ghana, ho 11 anni e li compio il 18 maggio\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In poco tempo si era fatto molti amici, tranne uno che era sempre da solo, non aveva da mangiare, dicevano tutti che era il bambino sfortunato della classe e cos\u00ec Dicki and\u00f2 da lui, gli chiese come si chiamasse, lui gli rispose che si chiamava Ivan. Dicki gli domand\u00f2 se poteva sedersi con lui o se preferisse stare da solo. \u201cMa perch\u00e9 dicono che sono il bambino sfortunato?\u201d gli chiese Ivan e aggiunse: \u201cNon ci fare caso, non ascoltarli perch\u00e9 stanno facendo gli spiritosi, vogliono far credere di essere dei &#8216;fighi&#8217; \u201d. Dicki era bravo in matematica, arte, musica, educazione fisica. Dicki e Ivan andavano a casa insieme, facevano i compiti insieme e cos\u00ec diventarono i migliori della classe, ma arrivarono dei bulli grossi e forti. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p>I bulli picchiavano sempre i bambini di prima, Dicki e Ivan per\u00f2 dissero: \u201cHei, bulli, perch\u00e9 ve la prendete sempre con noi? Perch\u00e9 non picchiate quelli della vostra stessa et\u00e0? Siete cattivi, non avete sentimenti, non avete un cuore, avete solo un cuore oscuro; adesso andatevene o volete che andiamo a dirlo al preside?\u201d. Quelli risposero: \u201cNo, no, ce ne andiamo. Ragazzi, non pensiate di esservi liberati cos\u00ec facilmente di noi: torneremo e vi picchieremo tutti\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>E infatti tornarono, tutti erano a terra, bullizzati, erano in piedi soltanto Dicki e Ivan, i quali scapparono ad avvisare il preside; per\u00f2 i bulli li bloccarono prima che raggiungessero il suo ufficio. Il preside arriv\u00f2 comunque, qualcuno lo aveva chiamato, ma era troppo tardi. Dicki e Ivan erano finiti in ospedale, i bulli avevano rotto il braccio di Dicki e la gamba di Ivan. E cos\u00ec i due amici decisero di non andare pi\u00f9 a scuola finch\u00e9 la situazione non fosse cambiata e loro potessero stare bene. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Letizia Montrone\u00a0&#8211;\u00a01^C<\/span><\/p>\n<p><em>Le scarpe di Anar<\/em><\/p>\n<p>Andrea era un bambino coraggioso, determinato, molto gentile e sensibile. Viveva con la sua famiglia composta da mamma, pap\u00e0 e il fratello maggiore Giacomo. Andrea aveva una grande passione: la pallacanestro. Era veramente innamorato di quello sport e guardava tutte le partite alla tv. Avrebbe tanto voluto iscriversi ad un corso o ad una gara dove avrebbe potuto divertirsi, ma non se la sentiva perch\u00e9 era molto basso.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Lui per\u00f2 continuava ad esercitarsi credendo nel suo sogno.<\/p>\n<p>A scuola c&#8217;era un ragazzo, Davide, che quando lo vedeva durante l&#8217;intervallo esercitarsi con il pallone, lo prendeva in giro deridendo la sua bassa statura. Questo si ripeteva spesso e anche Andrea cominciava a pensare che forse era inutile perdere tempo per un&#8217;impresa che forse non sarebbe riuscito a compiere.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Suo fratello Giacomo, a cui raccontava tutto, aveva deciso di iscriverlo ad un torneo di basket senza dirglielo, cercando di dargli forza.<\/p>\n<p>Quando aveva deciso di rivelarglielo, Andrea era andato nel panico perch\u00e9 sapeva che alla gara ci sarebbe stato anche Davide, che giocava da quando era piccolissimo.<\/p>\n<p>Quella notte aveva sognato una fata che lo portava in una casetta e che gli diceva: \u201cCiao Andrea, io sono la fata Anar e voglio darti delle scarpe che ti aiuteranno a migliorare. Prima, per\u00f2, dovrai superare tre prove: anzitutto, dovrai dire a Davide che andrai al torneo; poi dovrai procurarti la tuta da pallacanestro di tuo fratello e, infine, dovrai credere che ce la farai e che sei bravo. Dopodich\u00e9 troverai le tue scarpe sotto il letto\u201d.<\/p>\n<p>La mattina dopo Andrea era andato subito da Davide e gli aveva raccontato che sarebbe andato alla gara e questo ovviamente lo derise, ma a lui non importava.<\/p>\n<p>Poi era entrato in camera di suo fratello a cercare la sua preziosissima tuta. Infine, riflettendo su ci\u00f2 che era riuscito a fare, cominci\u00f2 a pensare che avrebbe veramente potuto vincere.<\/p>\n<p>Era andato a vedere sotto il letto, aveva trovato le scarpe e le aveva indossate: si sent\u00ec subito altissimo e pronto per la gara.<\/p>\n<p>Si trovava in quella grande palestra ma non aveva paura, era determinato e sapeva che ce l&#8217;avrebbe fatta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La gara andava avanti e Andrea giocava come aveva sempre giocato, quindi molto bene. Arriv\u00f2 in finale contro Davide. Dopo molti canestri, erano giunti a parit\u00e0 e c&#8217;era da segnare il punto decisivo. Mancavano tre secondi e \u2026 Andrea segn\u00f2 il punto finale e vinse la gara.<\/p>\n<p>Tornato a casa, Andrea raccont\u00f2 del sogno a Giacomo il quale, guardando le scarpe del fratello, si accorse che avevano solamente la suola poco pi\u00f9 alta delle altre. Quei centimetri in pi\u00f9 gli erano serviti per dargli autostima, come voleva la fata.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Chi crede in se stesso realizza i suoi sogni. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Nicol\u00f2 Ferrari<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0&#8211;\u00a0<\/span>1^A<\/span><\/p>\n<p><em>Le tre prove<\/em><\/p>\n<p>Nella lontana India, il 20 gennaio del Duemila, nacque in una famiglia povera Siki Jaduey.<\/p>\n<p>Siki poteva solo andare a scuola perch\u00e9 suo padre non aveva un lavoro.<\/p>\n<p>Un giorno, un mercante molto ricco cercava qualcuno che lo aiutasse a commerciare e il padre di Siki accett\u00f2 volentieri.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Quando Siki ebbe dieci anni, suo padre si era stancato del suo capo perch\u00e9 non lo pagava pi\u00f9. Allora cerc\u00f2 lavoro in Europa e a Londra, nel Regno Unito, un proprietario di un centro commerciale accett\u00f2 la sua richiesta. Cos\u00ec Siki e la sua famiglia partirono per Londra.<\/p>\n<p>L\u00ec Siki continu\u00f2 la scuola, ma qualcosa che non si aspettava accadde: molti ragazzi lo prendevano in giro per il suo nome e perch\u00e9 non era di statura alta, inoltre credevano che non sapesse fare niente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Questo accadde fino ai diciotto anni, quando, dalla Repubblica francese, vennero proclamate tre prove che si sarebbero tenute in tre capitali europee: Parigi, Londra e Roma. In palio, un anello magico che rendeva invisibile chiunque lo indossasse.<\/p>\n<p>Siki decise di partecipare, quindi prese, senza dirlo alla famiglia, un aereo per Parigi.<\/p>\n<p>La prima prova venne annunciata dalla Repubblica francese e consisteva nel superare un labirinto di foglie. Cos\u00ec Siki disse: \u201cSemplice, \u00e8 solo un labirinto\u201d. La sfida cominci\u00f2 e Siki, ragionando e ragionando, trov\u00f2 la strada e la fine del complicato percorso.<\/p>\n<p>A Londra, Siki incontr\u00f2 suo padre che gli disse: \u201cFiglio, dove eri andato?\u201d. Lui rispose: \u201cA Parigi, per una gara\u201d.<\/p>\n<p>La seconda era una prova a tempo nel costruire un go-kart e Siki, pensando e pensando, riusc\u00ec a finirlo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>A Roma, nel Colosseo, si doveva combattere contro un drago sputa fuoco e, scegliendo bene le armi, Siki riusc\u00ec a sconfiggerlo e ricevette il premio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Cos\u00ec and\u00f2 dai suoi compagni e fece vedere loro cosa sapeva fare e quelli si scusarono.<\/p>\n<p>Siki torn\u00f2 da suo padre e gli disse: \u201cTi voglio regalare questo anello perch\u00e9 mi sei stato sempre vicino\u201d. Lui rispose: \u201cSono orgoglioso di te, figliolo, e sento che questo anello lo devi tenere tu\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGrazie, padre!\u201d continu\u00f2 lui. Cos\u00ec Siki e suo padre vissero felici e contenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20190208_112622.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-11028\" src=\"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/20190208_112622-1024x768.jpg\" alt=\"20190208_112622\" width=\"840\" height=\"630\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il sito dell&#8217;Istituto Comprensivo di Langhirano:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iclanghirano.edu.it\" target=\"_blank\"><strong>www.iclanghirano.edu.it<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Per ulteriori informazioni, potete contattare l&#8217;insegnante referente del progetto al seguente indirizzo e-mail:\u00a0<strong><a href=\"mailto:ire.sandei@gmail.com\" target=\"_blank\">ire.sandei@gmail.com<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire da ottobre 2018 fino a gennaio 2019, aspettavamo il venerd\u00ec per sederci in terra in cerchio sui nostri cuscini a leggere\/ascoltare la storia di Viki. 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