{"id":10967,"date":"2019-03-13T08:36:33","date_gmt":"2019-03-13T08:36:33","guid":{"rendered":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=10967"},"modified":"2019-03-13T08:40:02","modified_gmt":"2019-03-13T08:40:02","slug":"punti-luce-libriamoci-e-xanadu-lascolto-del-narratore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/libriamoci.cepell.it\/II\/?p=10967","title":{"rendered":"PUNTI LUCE. Libriamoci e Xanadu &#8211; &#8220;L&#8217;ascolto del narratore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\">della redazione<\/span><\/p>\n<p>Il\u00a0<b>Centro per il Libro e la Lettura<\/b>, gi\u00e0 impegnato da alcuni anni nel progetto di educazione alla lettura \u201cLibriamoci. Giornate di lettura nelle scuole\u201d\u00a0che si svolge a ottobre, in collaborazione con <strong>Hamelin Associazione Culturale<\/strong> di Bologna (<a href=\"http:\/\/hamelin.net\/\" target=\"_blank\">www.hamelin.net<\/a>), che ha ideato e cura\u00a0<a href=\"https:\/\/progettoxanadu.it\/\" target=\"_blank\">Xanadu \u2013 Comunit\u00e0 di lettori ostinati<\/a>, un progetto nazionale di promozione alla lettura per la scuola secondaria di primo e secondo grado, d\u00e0 vita ora ai <strong>PUNTI LUCE Libriamoci e Xanadu<\/strong>, un corso sperimentale che parte da Conversano e Bari.<\/p>\n<p><strong>Stefania Liverini<\/strong>, autrice del blog <a href=\"https:\/\/lacodadeilibri.com\/2019\/02\/06\/quando-lascolto-viene-prima-del-racconto\/?fbclid=IwAR2eghSw1TIuoaZDnQG9QgyByis0SmbdCCYPnb5byBBHJSVBtxdO-EqrTV8\" target=\"_blank\"><strong>La coda dei libri<\/strong><\/a>, operatrice culturale, promotrice della lettura, e collaboratrice del progetto, ha raccolto <a href=\"https:\/\/lacodadeilibri.com\/2019\/02\/06\/quando-lascolto-viene-prima-del-racconto\/?fbclid=IwAR2eghSw1TIuoaZDnQG9QgyByis0SmbdCCYPnb5byBBHJSVBtxdO-EqrTV8\">alcune riflessioni<\/a> sul ruolo del narratore di storie.<\/p>\n<p>La descrizione di un metodo e dell\u2019intreccio dei saperi che sottende l\u2019azione, apparentemente semplice, \u2018di portare i libri e le storie\u2019 ai ragazzi \u00e8 una faccenda assai complessa. Difficile poterla spiegare in astratto, pi\u00f9 semplice accennarla con quelle che sono delle osservazioni, poco pi\u00f9 che solide suggestioni:<\/p>\n<p><em>1. Prima del racconto delle storie o dei libri viene l\u2019ascolto.<\/em><\/p>\n<p>Questa affermazione pu\u00f2 sembrare abbastanza banale e, in effetti, se ci pensiamo \u2018il mettersi in una condizione d\u2019ascolto\u2019 \u00e8 una delle premesse su cui poggia la possibilit\u00e0 di poter avviare un qualsivoglia racconto: \u00a0ci deve essere un soggetto che racconta ed un altro che ascolta. Quindi, nulla di pi\u00f9 scontato. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un altro modo di intendere la stessa frase e per farlo occorre spostare l\u2019attenzione, concentrandola su chi sta per iniziare il racconto. A lui o lei, prima che ad altri, il compito di ascoltare, di sentire tutto quello che si muove davanti a s\u00e9:\u00a0 gli sguardi, le risatine, le provocazioni, i commenti a mezza voce, gli umori.<\/p>\n<p><em>2. L\u2019intenzione che precede il racconto.<\/em><\/p>\n<p>Cosa muove il narratore ad ascoltare quegli\u00a0sguardi, quelle risatine, quelle provocazioni, quei commenti a mezza voce, quegli umori?<\/p>\n<p>L\u2019intenzione di chi porta le storie ai ragazzi non \u00e8 la stessa dell\u2019attore o dell\u2019oratore. Non si tratta della necessit\u00e0 di ascoltare in modo da poter cogliere il momento giusto, l\u2019attimo esatto in cui avviare la lettura o la narrazione. Non\u00a0 si tratta di guardare e sentire il proprio uditorio in modo da sapere quando cominciare, come calibrare il tono della voce, in modo che tutti siano attenti e pronti a ricevere la storia. Si tratta, forse, di qualcosa pi\u00f9 vicino all\u2019empatia. Mi metto in ascolto perch\u00e9 ho la certezza, la profonda sicurezza, che ci sono trame sottese alle storie che possono parlare a chiunque abbia voglia di condividere il racconto. E allora, il protagonista, quel personaggio o quella scena si mettono in dialogo con te, con il tuo vissuto e con il tuo immaginario. Ed io che racconto ho bisogno di sentire, per sapere dove tendere le corde per costruire quei ponti.<\/p>\n<p><em>3. C\u2019\u00e8 chi ha qualcosa da dire o da pensare<\/em><\/p>\n<p>L\u2019ascolto di chi porta storie ai ragazzi\u00a0non \u00e8 quello di chi per mestiere o convinzione ha \u201cda vendere una storia a qualcuno\u201d \u00e8 un ascolto che parla linguaggi pi\u00f9 flebili, lontani dai codici dell\u2019utile, con un\u2019attenzione tutta spostata su chi aspetta quella storia e non perch\u00e9 si tratta di qualcuno da indottrinare ma, pi\u00f9 prepotentemente, perch\u00e9, davanti a te che racconti, c\u2019\u00e8 una persona pi\u00f9 giovane che ha di certo qualcosa da dire o da pensare a riguardo.<\/p>\n<p><em>4. Mai sottovalutare le conseguenze dell\u2019ascolto.<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 portare buone storie ai ragazzi \u00e8 un po\u2019 come affidarle ad altri sguardi e non potrai mai sapere con certezza fino a dove potranno arrivare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefania Liverini, autrice del blog &#8220;La coda dei libri&#8221;, operatrice culturale, promotrice della lettura, ha raccolto alcune riflessioni sul ruolo del narratore di storie, a margine degli incontri del corso sperimentale &#8220;PUNTI LUCE. 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